27 luglio 2015

Le più grandi performance del 2015 (finora) che saranno snobbate dagli Oscar

Di Gabriele La Spina

Ci troviamo ancora  a metà anno e già il grande schermo ci ha offerto grandi film, e grandi performance attoriali, tant'è che non è difficile già definire il meglio di questo 2015 nonostante manchino diversi mesi alla fine dell'anno. Si potrebbero già definire quelle che saranno probabilmente le grandi performance che saranno snobbate dagli Academy per la prossima edizione. Sono molti i motivi che minano l'Oscar race di un attore in un anno come questo, oltre ai soliti, vale a dire: quando la pellicola viene mal accolta al contrario della performance, quando si ha una pessima distribuzione alle spalle e infine quando la categoria è già troppo agguerrita con nomi più popolari all'orizzonte. Alcuni dei film che incorniciano queste grandi performance sono già arrivati nelle sale italiane, altri solo in quelle americane ma in qualche modo siamo riusciti a vederli, riguardo altri ancora ci affidiamo alla ricezione del pubblico di oltreoceano, mentre su altre siamo pronti a scommetterci ancora prima della loro uscita.
Eccovi dunque le più grandi performance dell'anno, finora, che molto probabilmente saranno snobbate agli Oscar 2016. Anche se noi speriamo di no.


Charlize Theron in Mad Max: Fury Road
Non vedevamo la Theron in un ruolo tanto interessante dai tempi di Young Adult, guarda caso ampiamente snobbato dal circuito degli awards nel 2011. Eppure il ruolo di Furiosa in Mad Max è alquanto sopra le righe e meno oscar baity di quanto si possa pensare, anche se un ruolo del genere sul filone tra il fantasy e il sci-fi ci ricorda per sommi capi la Ripley di Sigourney Weaver in Alien, che nel 1986 guadagnò la sua prima nomination all'Oscar del tutto inaspettata. In un anno come questo però, seppure in una pellicola straordinaria come Mad Max, probabilmente uno dei migliori film dell'anno completamente acclamato dalla critica, non c'è spazio per un personaggio femminista e fuori dai canoni attoriali indicati per concorrere alla statuetta. La Theron ha reso comunque un bellissimo personaggio, intrinseco di forza e fragilità, che abbiamo adorato.

Nicole Kidman in Strangerland
Abbiamo probabilmente di fronte una delle attrici più sottovalutate e snobbate dagli Academy, innumerevoli i ruoli oggi definibili da manuale ma al loro tempo completamente ignorati dagli Oscar, basti pensare all'ineccepibile interpretazione della Kidman in Birth, o in tempi più recenti l'irriverente trasformazione nella barbie sessualmente disinibita in The Paperboy. Film che palesemente non rientrano negli standard degli Academy. Non ci sono dubbi però nel definire la performance di Nicole Kidman in Strangerland come una delle più grandi interpretazioni degli ultimi anni della sua carriera, e senza dubbio una delle più grandi performance femminili dell'anno finora, così come anche la critica americana si è espressa attraverso le recensioni all'uscita recente del film negli USA. Nicole Kidman interpreta una madre che esce letteralmente "fuori di testa" alla scomparsa dei due figli nel deserto di una cittadina isolata australiana, dando libero sfogo alle sue frustrazioni sessuali e alle sue angosce più insediate nel suo inconscio, tra cui la grande paura di essere una cattiva madre. Un ruolo che rappresenta l'enorme coraggio della Kidman di cimentarsi in personaggi fuori dagli schemi, che per una qualunque altra attrice sarebbero un suicidio artistico. Un'interpretazione feroce, isterica, inquieta, fin troppo indie, con alle spalle una sceneggiatura imperfetta e una distribuzione fin troppo piccola per sopravvivere all'oscar race.

Jake Gyllenhaal in Southpaw
Forse perché si tratta dell'ennesimo film sul genere, già molti davano poche speranze a Gyllenhaal con il suo Southpaw, non è bastata la certezza di Harvey Weinstein che definiva questo come il ruolo della sua rivalsa, dopo il colossale snob da parte degli Academy per la grande performance di Jake in Lo sciacallo. La critica americana ha pensato a dare gli ultimi chiodi alla bara di Southpaw, bocciando la pellicola, e salvandone solo la performance di Gyllenhaal e la sua trasformazione. Si tratta probabilmente di una di quelle scommesse di cui speriamo di sbagliarci, visto che Gyllenhaal è realmente uno dei più talentuosi attori in circolazione oggi senza il giusto riconoscimento, però vediamo davvero poche possibilità di sopravvivenza sul ring della strada verso gli Oscar da qui alla fine dell'anno, e sono già fin troppi gli sfidanti preannunciati.

Jason Segel in The End of the Tour
Acclamatissimo allo scorso Sundance Film Festival, in un tipico effetto Jennifer Aniston in Cake, ci aspettiamo di non vedere la sorprendente interpretazione biografica di Segel, uno degli svariati attori provenienti dalla commedia che dimostrano il loro talento sul genere serio, dalla già citata Aniston, al recente Carrel, eccezionale in Foxcatcher e probabilmente anche da vittoria, fino all'eclatante Matthew McConaughey con il suo radicale cambio di carriera. Segel non ha però nemmeno l'1% della grande popolarità degli attori già citati, e da qui partono le sue enormi difficoltà di essere riconosciuto dagli Oscar.

Juliette Binoche e Kristen Stewart in Clouds of Sils Maria
Se da un lato la Binoche vincitrice di un Oscar su due nomination, snobbata dagli Academy un numero infinito di volte forse perché la maggior parte dei suoi film sono state produzioni europee, dall'altro la Stewart non riesce ancora del tutto a scrollarsi la fama di protagonista della saga fantasy Twilight, e nonostante Sils Maria le abbia fatto guadagnare il suo primo premio importante, il César, dubitiamo degli Academy. Acclamate entrambe al Festival di Cannes lo scorso anno, a loro grande sfavore una cattiva distribuzione della pellicola che è arrivata negli USA quasi un anno dopo la sua uscita effettiva dopo aver presenziato numerosissimi festival minori. In una pellicola interessante, che per sommi capi ricalca una storia alla Eva contro Eva, abbiamo adorato la sempre eccellente Binoche, e ci siamo sorpresi difronte alla Stewart.

Siamo pronti a scommettere che...

Elle Fanning, Naomi Watts e Susan Sarandon in About Ray
Prima conosciuto come Three Generation, è il film che in un altro anno avrebbe potuto guadagnare più visibilità ma forse nel 2015 rischia di perdersi in quello che sarà l'anno più queer del Cinema. Con film in uscita di profilo più alto come The Danish Girl, Carol e Freeheld tutti a tematica gay, il film in questione che parla della transizione di una ragazzina in maschio, interpretata da Elle Fanning in un ruolo in stile Boys Don't Cry, ma dalle tinte meno crude, contornato da due grandi nomi, con ruoli promettenti sulla carta, Naomi Watts, la madre tormentata per il disagio della figlia, e Susan Sarandon la nonna scopertosi lesbica in tarda età.

Siamo pronti a scommetterci ma speriamo di sbagliarci, e questo vale per ogni singolo ruolo esposto in questo articolo. Grandi performance, che forse non riceveranno il loro riconoscimento dovuto, fatto sta che siamo abbastanza certi che ognuno di questi singoli attori non abbia fatto questi film per mirare all'Oscar. I loro personaggi apparteranno comunque negli anni al Cinema e al pubblico, così come vale per tutti gli attori snobbati in precedenza dagli Oscar.

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