4 dicembre 2015

Le 8 migliori performance di Julianne Moore

Di Gabriele La Spina

Riconosciuta con doverose nomination dagli Academy Awards nel corso degli anni, premiata lo scorso anno con un "contentino" di statuetta per una delle sue performance meno memorabili, Julianne Moore è quell'attrice immancabile nelle nostre liste degli attori preferiti di Hollywood.
Chioma rossa, che è stato il sempre il suo marchio di fabbrica, americana di origini scozzesi ha lastricato la sua carriera di grandi collaborazioni, nomi altisonanti come Stephen Daldry, Paul Thomas Anderson, i fratelli Coen e in tempi recenti David Cronenberg, tutti a costruire un carriera d'essai dove la Moore si è ritagliata intensi ruoli di supporto in molti casi, ruoli da protagonista in altri. Non mancano però i blockbuster, e gli strafalcioni nel corso della sua lunga carriera, come per ogni altro attore. Sempre intensa, capace di toccare numerosi registri emozionali, la Moore ha realizzato un suo stile inimitabile, ecco quali sono le migliori performance rimaste impresse dalla carriera di Julianne.

The Hours (2002)
Nella magnifica pellicola di Stephen Daldry, che avrebbe probabilmente meritato la statuetta al miglior film agli Oscar di quell'anno, Julianne affiancata da due altre fuori classe come Meryl Streep e Nicole Kidman, si immedesima perfettamente nel ruolo della casalinga frustrata, influenzata dal romanzo capolavoro di Virginia Woolf, La signora Dalloway, e allo stesso tempo aspirante suicida interrogatasi sulla futilità della sua vita. 

Lontano dal Paradiso (2002)
Questa è senza alcun dubbio la più grande performance della Moore. Incorniciata da Todd Haynes in un'atmosfera terribilmente retrò, Julianne si cimenta nel ruolo di una donna tormentata dal pregiudizio di una società retrograda americana negli anni '50, ma allo stesso tempo dal suo pregiudizio. Intensa come non mai, forse arrivata nell'anno sbagliato per poter impugnare la statuetta, resta comunque uno dei suoi ruoli più memorabili.

Magnolia (1999)
Uno dei suoi ruoli di supporto più sottovalutati della sua carriera, in un splendida pellicola anch'essa piuttosto sottovalutata. Memorabile la scena del "freak-out" di Julianne in una farmacia al limite dell'isteria, un registro recitativo poi riciclato dalla stessa Moore nei ruoli successivi nel corso degli anni, ma che qui era già da manuale. 

Maps to the Stars (2014)
Quella del film di Cronenberg è la performance più interessante della carriera della Moore negli ultimi anni. Un ruolo politicamente scorretto, grottesco, cinico e a tratti surreale, dove Julianne sfodera tutto ciò che ha imparato nel corso degli anni e realizza il ritratto di un'attrice di serie B, spietata quanto tormentata dai fantasmi del suo passato. La pellicola non è tra le sue più brillanti, ma la performance di Julianne vale la pena della sua visione.

Boogie Nights (1997)
Parliamo ancora una volta di un ruolo di supporto, posizione quasi sempre assegnata alla Moore nei cast delle pellicole a cui la Moore ha preso parte. Mai come in questo caso però è calzante la citazione di Stanislavskij "Non esistono piccole parti ma piccoli attori". In Boogie Nights, Julianne dimostra ancora una volta di essere grande realizzando un personaggio iconico, uno dei suoi più sensuali, ma allo stesso tempo intenso su registri drammatici. 
Safe (1995)
Si tratta del ruolo più sconosciuto dalla carriera di Julianne Moore, paradossalmente forse una delle sue migliori performance in assoluto. Diretta da Todd Haynes, che avrebbe poi tirato nuovamente il meglio di lei nel 2002, ancora una quasi sconosciuta Julianne interpretava il ruolo di una donna sofferente di malattia chimica multipla, che la condurrà al completo isolamento dall'esterno. La Moore ci regala un'incredibile performance.  
Il grande Lebowski (1998)
Nessuno come i fratelli Coen è capace di confezionare pellicole tanto deliranti, con personaggi estremamente sopra le righe. Il grande Lebowski è forse il loro film di maggiore successo da parte del pubblico, qui hanno offerto a Julianne uno dei suoi ruoli più iconici, di pura ironia, che non possiamo fare a meno di inserire in questa lista di grandi performance della sua carriera. Ancora una volta prova che è possibile ritagliarsi un piccolo ruolo in una pellicola e lasciare comunque il segno negli spettatori. La sua Maude Lebowski è ad oggi ancora difficile da dimenticare.

Game Change (2008)
Tutti gli attori hanno almeno un ruolo della propria carriera dove hanno attinto alle loro doti di trasformismo, questo è il ruolo di Julianne nei panni di Sarah Palin. In questo tv-movie dalla discutibile qualità, Julianne brilla di luce propria e porta in scena, con una somiglianza impressionante, difetti e contraddizioni di un personaggio della politica americana estremamente discusso, e fa incetta di premi.

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