15 gennaio 2016

Oscar Nomination 2016 - Gli snobbati

Di Gabriele La Spina

Non sarebbe consueto se anche quest'anno non ci lamentassimo dei grandi nomi su cui nutrivamo aspettative rilevanti ignorati dagli Academy. E' anche vero che non può esserci posto per tutti, ma in un'edizione come questa all'apparenza convincente, già dalla stampa americana definita la più "bianca" di sempre, vista la quasi assenza delle star della comunità afroamericana come delle altre minoranze, alle nomination, nonostante i nomi papabili in ballo, qualcosa è comunque andato storto. Qualche nome di turno sarebbe stato evitabile per dare spazio a un altro. Tutt'oggi dopo anni di pronostici e di analisi le menti degli Academy sfuggono ancora alla nostra comprensione.



Partiamo dalla categoria Miglior Film, sicuramente la più oculata, qui gli Academy non ci hanno stupito, dopotutto non avremmo mai preteso tanta lungimiranza da includere film come Ex Machina, uno dei gioiellini dello scorso 2015, tra le nomination, magari al posto del Bridge of Spies di Steven Spielberg che in casa Academy vive nello status d'obbligo di nomination come Meryl Streep, che quest'anno non ha potuto spuntarla non avendo nessun cavallo su cui puntare a parte il deludente Ricki and the Flash, e perché Carol non è stato incluso nella rosa dei migliori film dell'anno?
Qui si apre una questione calda, il film di Todd Haynes, una delle pellicole più acclamate dell'anno, non ha fatto breccia nel cuore degli Academy tanto quanto ci aspettavamo, mancando le categorie principali inclusa quella della Miglior Regia, capitanata da Alejandro G. Inarritu, che potrebbe vincere per il secondo anno consecutivo anche la statuetta per il Miglior Film con The Revenant. Un altro illustre snobbato della categoria dedicata alla regia è anche Ridley Scott (The Martian) veterano di Hollywood mai premiato con un Oscar. Altro assente è Quentin Tarantino, che quest'anno non ha ripetuto il successo di Django Unchained, con il suo nuovo western The Hateful Eight, mancando oltre che la categoria della regia, anche quella del Miglior Film e della Miglior Sceneggiatura.


Passiamo alle cinquine attoriali, la nostra preferita, quella della Miglior Attrice Protagonista sarebbe stata perfetta se non fosse stato per una piccola nota stonata, Jennifer Lawrence in Joy,  nonostante il Golden Globe della categoria Comedy/Musical nelle mani, sarebbe stata evitabile, considerando la cattiva accoglienza della pellicola di David O. Russell, che dopo vari successi in casa Academy non la spunta nelle categorie principali. In un mondo perfetto avrebbe lasciando il posto a Charlize Theron tornata in forma con Mad Max: Fury Road, o a una perennemente ignorata Emily Blunt, forse alla sua migliore performance in Sicario, altro titolo grande assente in queste nomination, o giusto per citare un terzo nome, la magnifica Helen Mirren di Woman in Gold. Restando sulla Mirren risulta un nome mancante per la sua performance in Trumbo anche nella categoria Miglior Attrice Non Protagonista, con un'imprevista Rachel McAdams, anche se per la precisione la nostra attrice di supporto dell'anno resta Jane Fonda, strepitosa in Youth di Paolo Sorrentino, guarda un po' snobbata dagli Academy.


Le categorie maschili invece, quelle in cui il black power avrebbe dovuto prendere il sopravvento, sente la mancanza nella categoria Miglior Attore Protagonista del ritorno in forma di Johnny Depp (Black Mass) accolto bene dalla critica dopo anni di cocenti delusioni, Idris Elba del magnifico Beasts of No Nation, di Cary Fukunaga altro illustre snobbato dagli Academy, di Michael B. Jordan in Creed, ancora una volta ignorato per una grande performance dopo Fruitvale Station, e non c'è stato spazio per "vecchi nomi" come Ian McKellen in Holmes e Michael Caine in YouthMatt Damon ed Eddie Redmayne non avrebbero potuto cedere il posto a due di loro? Infine nella categoria Miglior Attore Non protagonista, iniziamo dai più giovani con l'amatissimo Jacob Tremblay di Room, e il premiato al Festival di Venezia, Abraham Attah in Beasts of No Nation, considerando il passato degli Academy e le pessime scelte in fatto di "piccoli attori" da nominare (vedi Quvenzhané Wallis per Re della terra selvaggia) avrebbe potuto essere l'unico anno con scelte meritevoli per questa categoria attoriale. Assente ingiustificato è anche Benicio del Toro in Sicario, ma al posto di chi della reale cinquina? Forse Sylvester Stallone.
Ogni anno ci ripetiamo "gli Oscar non sono tutto", sicuramente un attore non è grande solo perché viene riconosciuto dagli Academy, abbiamo vari esempi di pessimi attori vincitori della statuetta semplicemente perché si trovavano al posto giusto nel momento giusto, eppure l'Oscar resta il coronamento di un curriculum artistico. L'esempio calzante è Leonardo DiCaprio, le cui mancate vittorie della statuetta con gli anni sono diventate un tormentone del web, e che quest'anno stringerà il mano l'Oscar senza alcun dubbio. Ed è da qui che abbiamo la prova che le nomination agli Oscar non sono semplicemente le selezioni del meglio di un anno cinematografico passato, ma un'insieme di dinamiche, meccanismi e fattori, il motore che scatena la nostra foga di predire le loro mosse anno dopo anno. 

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