23 aprile 2016

LA FORESTA DEI SOGNI- La Recensione


Di Dario Ghezzi


Arthur Brennan attraversa il mondo fino a raggiungere la misteriosa foresta Aokigahara, alle pendici di Fujiama, famosa per il grande numero di suicidi che vi si consumano. Anche Arthur vorrebbe porre fine alla sua esistenza ma all'interno della foresta riscoprirà la sua voglia di vivere, incontrando Takumi, un operaio che si è perso e che cercherà in tutti i modi di salvare fino a clamorosi colpi di scena finali.

Gus Van Sant firma La Foresta dei Sogni, la cui traduzione italiana del titolo rende poca giustizia a quello originale e cioè The Sea of Trees,“mare di alberi”(proprio il significato letterale di Aokigahara che è tra l'altro una foresta che esiste davvero), “il posto migliore per morire” secondo molti e secondo Arthur ( Matthew McConaughey) che vi si recherà per fare una promessa ad una persona che ha perso per sempre.


Takumi (Ken Watanabe)irrompe, all'improvviso, proprio mentre Brennan sta per compiere il suo viaggio finale e, inconsapevolmente, come una sorta di figura degli Haiku giapponesi, questi rappresenta la salvezza di Arthur  il quale vedrà in lui lo specchio della moglie Joan (Naomi Watts) che non è riuscito a salvare.



La pellicola mostra il percorso di sofferenza di un uomo, incapace di dimostrare il suo amore se non troppo tardi. Rappresenta il dolore e come, a volte, la voglia di vivere sia più forte della pulsione di morte, in una foresta simile a un labirinto e che somiglia quasi ai meandri della psiche umana. Arthur attraversa  una serie di peripezie quasi come una sorta di eroe junghiano che torna vincitore da una missione impossibile e sopravvive alla morte chiudendo un ciclo.

La Foresta dei Sogni è un dramma a tinte horror, che si gioca su due piani temporali, il passato recente costituito dai flashback del protagonista e il presente che si svolge nella foresta. Gus Van Sant crea un film che è un po Lost e un po Il Settimo Sigillo dove la morte regna sovrana ma che mostra anche come sia possibile rinascere e come ad un morto corrisponda sempre una nuova vita. Come dirà Takumi, le piantine che nascono anche sulle rocce non sono altro che le anime delle persone che sono morte proprio in quel luogo.
Riguardo alle performance degli attori, calati perfettamente nel ruolo Matthew McConaughey e Ken Watanabe nella sua veste quasi solenne.  Convincibile Naomi Watts.


La pellicola sarà nelle sale dal 28 aprile distribuita da Lucky Red.  

VOTO: 3/5





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