5 aprile 2016

L'evoluzione del Cinema televisivo e le serie tv più attese del 2016

Di Gabriele La Spina

Se potessimo fare un salto indietro nel tempo, e ritornare a poco più di dieci anni fa, apprenderemmo quanto l'opinione pubblica e critica riguardo il piccolo schermo fosse bassa, rispetto alla magnificenza che ha sempre rappresentato lo straordinario mezzo quale è il Cinema. La Televisione d'un canto, ha sempre comportato budget minori rispetto al Cinema, e i nomi dei registi e degli attori erano spesso relegati a quel singolo settore, difatti la TV era il trampolino di lancio e non il traguardo di un attore, poteva segnare il debutto di un regista alla direzione di una serie o di un film tv, prima di cimentarsi nella direzione di una pellicola.

Oggi come tutti ben sanno non è più così, e se un tempo erano piuttosto rari i casi in cui prodotti di grande peso passavano per il piccolo schermo, oggi la televisione dà casa e rifugio a nuovi talenti nella regia e nella sceneggiatura, privi delle catene delle major cinematografiche, liberi di esprimersi con a loro disposizione molto più spazio: vi si può dire molto di più in una mini serie suddivisa in 8 o 12 episodi, rispetto alle 2 ore circa di una pellicola, che spesso è soggetta a numerosi cut della distribuzione per rientrare nei giusti tempi commerciali adatti allo spettatore medio.

Impossibile dunque non attribuire merito di questo slancio qualitativo promosso dalla televisione, alla famosa rete americana HBO, che nel lontano 2003 produsse e trasmesse la mini serie Angels in America, adattamento dell'opera teatrale di Tony Kushner. Diretta da Mike Nichols, leggendario regista di Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966), de Il laureato (1967), Silkwood (1984) e Cartoline dall'inferno (1990),  scomparso due anni fa, annoverava nel suo cast pesi massimi dello star sistem come Meryl Streep, sua attrice feticcio, Al Pacino ed Emma Thompson.
Oggi HBO contribuisce ancora all'affermazione della qualità in televisione, con produzioni ad altissimo budget come Il trono di spade, serie dal taglio estremamente cinematografico in onda sulla rete dal 2011, o True Detective che ha portato all'attenzione del grande pubblico il talento del regista Cary Fukunaga, e ha segnato una rinascita artistica per l'attore Matthew McConaughey da lì a poco vincitore dell'Oscar come miglior attore protagonsita. Si contende lo scettro insieme ad altre reti come la Fox, casa di Ryan Murphy autore di American Horror Story, altra serie che dato attenzione a una star del grande schermo ormai dimenticata come Jessica Lange, e del recente nuovo adattamento di Fargo, capolavoro dei fratelli Coen del 1996, alla sua seconda stagione, ha avuto come volti Billy Bob Thornton, Martin Freeman e Kirsten Dunst, ed è lei stessa a parlare dell'attuale situazione delle produzioni televisive in una recente intervista alla rivista inglese The Indipendent: "Le persone non vanno più al cinema a meno che non sia un evento. Quindi l'industria cinematografica è sicuramente in una situazione strana, e la gente creativa sta sbocciando in televisione..." riguardo il lavoro dell'attore aggiunge: "Fare televisione è una cosa molto più dura rispetto al fare film, perché lavori su 10 pagine al giorno. Non hai tutte quelle possibilità di riprese. E il mio personaggio non smette mai di parlare."


Recentemente abbiamo visto passare per il piccolo schermo nomi noti come quelli di Jane Fonda e Lily Tomlin nella serie Grace and Frankie in onda dallo scorso anno su NetFlix, altra nuova leva delle produzioni per il piccolo schermo che ha aperto il mondo alla possibilità dello streaming, arrivando al successo con altre serie di grande qualità come Orange is the new black e House of Cards con un peso massimo come Kevin Spacey nel ruolo del protagonista; e nomi come quelli di James Franco, nella serie 22.11.63 di Hulu, adattamento del romanzo di Stephen King, e Jane Campion, regista premio Oscar per Lezioni di piano (1993), che ha scritto e diretto la serie Top of the Lake, trasmessa sulla BBC, adesso alla sua seconda stagione, che ha visto come protagonista Elisabeth Moss, star di un'altra serie di altissima qualità vincitrice di numerosi premi Mad Men, forse uno dei migliori esempi di cinema televisivo, trasmesso sulla rete AMC.

Nel futuro il piccolo schermo ci riserva altri grandi nomi, uno su tutto che ha ottenuto "asilo artistico" nella rete HBO, è Jean Marc Valée, regista di Dallas Buyers Club (2013) e Wild (2014) dalla straordinaria sensibilità, si cimenterà nell'intera direzioni di due mini serie attesissime: il mystery drama Big Little Lies, con Reese Witherspoon e Nicole Kidman protagoniste, altri due grandi nomi del Cinema, entrambe premi Oscar, che hanno trovato casa per una loro produzione inizialmente pensata per il grande schermo; e Sharp Objects, adattamento di un romanzo di Gillian Flynn, autrice di Gone Girl, con Amy Adams protagonista. Reduce dalla sua prima nomination all'Oscar per The Revenant (2015), vedremo in una miniserie da lui stesso prodotta, intitolata Taboo, Tom Hardy, sulla rete di FX.
E ancora: Westworld su HBO, scritta e diretta da Jonathan Nolan con protagonisti Anthony Hopkins ed Evan Rachel Wood, che torna al piccolo schermo dopo l'incursione nella serie horror True Blood (2008-2014), e la meravigliosa mini serie diretta da Todd Haynes nuovo adattamento di Mildred Pierce (2011), con una Kate Winslet alla migliore performance della sua carriera, Stranger Things su NetFlix, che segna il ritorno di Winona Ryder, e la serie scritta e diretta da Woody Allen con Miley Cyrus per Amazon, le cui riprese sono ancora in corso. Impossibile infine non citare il ritorno di David Lynch a Twin Peaks con un revival che andrà in onda il prossimo anno su Showtime. 

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