8 giugno 2016

Le migliori performance di Susan Sarandon


Di Alfredo Di Domenico

Al di là dei premi e delle candidature Susan Sarandon è sempre stata un'attrice molto sottovalutata. Artista poliedrica, capace sia nella commedia, come ha dimostrato negli ultimi anni in Coffee & Cigarettes o Come d'incanto, o ancora Shall We Dance?, che nel dramma, Susan può essere annoverata tra le maggiori interpreti della sua generazione.


Collaborazioni eccellenti e interpretazioni notevoli le hanno fatto ottenere ben 5 candidature agli Oscar, quattro delle quali nei primi 5 anni degli anni '90.  Ultimamente relegata nei ruoli di supporto, in piccole parti, in film che non enfatizzano il suo talento ed il suo potenziale, negli ultimi anni sta vivendo una seconda giovinezza artistica grazie alla TV. Cinque sono le menzioni agli Emmy, ma ancora nessun premio portato a casa, l'ultima quest'anno per una delle sue migliori interpretazioni, ovvero quella di Bette Davis nella serie Feud di Ryan Murphy.
Sepriamo che questo cambio di rotta la riporti ai gloriosi fasti dgli anni '90, dandoci la possibilità di ritrovare una favolosa Susan, forse più attempata, ma sicuramente ancora più brava.


Rocky Horror Picture Show (1975)
Un film che oggi è un cult assoluto in cui Susan appare nel ruolo dell'ingenua protagonista. Con pochi film alle spalle si può considerare il vero e proprio Debutto di Susan che otterrà grandi lodi per questo ruolo e la fama internazionale. Giovane, bellissima e molto sensuale Sarandon nel film di Jim Sharman da prova di grandi doti canore oltre che recitative. E' solo l'inizio di una lunga carriera.



Le streghe di Eastwick (1987)
Cher, Michelle Pfeiffer e Susan Sarandon, tre le più grandi dive dell'epoca, tre grandi icone degli anni '80, unite per un film che oggi è considerato un cult. Nell'immaginaria Eastwick vivono tre giovani amiche, molto diverse tra loro ma tutte in cerca del principe azzurro. Inconsapevolmente dotate di poteri magici evocano un demonio con il voto di Jack Nicholson, il resto è storia. Dal gusto, forse, un po' kitsch il film ottenne ugualmente un grande successo di pubblico e rilanciò l'immagine e la carriera della Sarandon e le aprì le porte verso il successo che avrebbe ottenuto nella decade successiva.

Thelma & Louise (1991)
Susan sarà ricordata, nella storia del cinema, oltre che per il suo talento e la sua procace bellezza, per questo ruolo, nel film di Ridley Scott. In coppia con Geena Davis Susan porta sullo schermo la storia delle sue ricercate più famose d'America in un film che non solo è diventato un cult ma anche un manifesto del femminismo anni '90.  Thelma & Luoise consacra la figura di Susan proiettandola tra le attrici più richieste di questi anni, entrambe saranno candidate all'Oscar, ma perderanno contro la magnifica Jodie Foster in Il silenzio degli innocenti.


L'olio di Lorenzo (1992)
In piena fioritura artistica Susan accetta questo ruolo molto drammatico e molto difficile ottenendo una candidatura agli Oscar. Il ruolo di una madre che non si arrende di fronte alla rara malattia del figlio è straziante, un vortice di emozioni che non hanno bisogno di parole per essere espresse, basta lo sguardo madido della Sarandon per comunicarle. Ancora una magnifica performance che rafforza il suo status di grande attrice all' inizio di quegli anni. Affiancata da un magnifico Nick Nolte, il film ottene due candidature, una per la Sarandon e una per la sceneggiatura.


Il Cliente (1994)
In un bosco, il piccolo Mark incontra un avvocato che, prima di suicidarsi, gli rivela alcuni particolari sull'omicidio di un senatore. La mafia lo cerca per eliminarlo. Sarà una avvocatessa energica e testarda a prendersi cura di lui. Un ruolo particolare per Susan che ancora una volta da prova del suo stile eclettico e polivalente. Da un lato il duro, testardo e anticonformista Avvocato che cerca di combattere il sistema per raggiungere il suo scopo, dall'altro l'aspetto materno e sensibile nel rapporto col suo piccolo Cliente. Quarta candidatura per Sarandon e vittoria del premio BAFTA.

Dead Man Walking (1995)
Il film di Tim Robbins è uno dei più difficili degli anni '90. Affronta temi come la conversione ,la confessione la religione e la pena di morte. Susan interpreta una Suora intenta a far redimere un condannato a morte per omicidio diventando la sua guida spirituale e l'unica confidente fino al giorno dell'iniezione fatale. Un ruolo molto difficile, emotivamente provante che Susan interpreta con una profondità ed un'umanità disarmante. Una performance che contempla molti sguardi e molte lacrime che Susan riesce a non rendere mai svenevole o banale. In coppia con un fenomenale Sean Penn Susan raggiunge uno dei picchi artistici della sua carriera. Finalmente alla 5° candidature Susan vince la statuetta come migliore attrice coronando cosi una lunga e prolifica carriera.


Bernard & Doris (2006)
Uno dei progetti più interessanti e belli della Sarandon degli ultimi anni è sicuramente questo film per la TV diretto da Bob Balaban. Susan è Doris Duke, Donna complicata, miliardaria, pluridivorziata e molto, molto esigente. Come maggiordomo assume l'irlandese Bernard Laffert, ex alcolista. Tra i due nasce un rapporto unico, di dipendenza di grande amicizia e di incondizionata fiducia. Affiancata da Ralph Fiennes Susan è magnifica, una performance molto intensa, sofferta e piena di pathos dove non manca comunque l'occasione di farsi una risata. Nomination ai Globe e agli Emmy per entrambi.

Feud: Bette e Joan (2017)
Fu proprio Bette Davis ad indicare la giovane Saraon come l'ideale candidata per un eventuale film sulla sua vita. E così ès tato, solo molte decadi dopo. Lo scontro tra la Crawford e la Davis sul set di Che fine ha fatto Baby Jane? è più famoso del film in se, la serie di Muprhy ripercorre i retroscena di quella produzione non risparmiando nulla. Fedele o meno alla realtà le performance delle sue protagoniste hanno qualcosa di prodigioso. Susan in particolare entra nel personaggio della Davis, sia fisicamente, con la voce stridula e gli sguardi taglienti, sia nella sua psiche, mostrando le sfaccettature di una donna dura, caparbia, che ha sempre combattuto per arrivare dov'è arrivata ma anche fragile e bisognosa di affetti. Susan ci dimostra che ha ancora molti assi nella manica e la sua carriera è rinata ancora una volta.
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