11 lug 2016

THE LEGEND OF TARZAN - La Recensione

Di Daniele Ambrosini 

Sulla scia della moda dei remake live action di favole e vecchi cartoni animati arriva The Legend of Tarzan diretto da David Yates al suo primo film per il grande schermo dopo la fine della saga di Harry Potter, proprio nell'anno in cui tornerà ad occuparsi dell'universo creato da J.K. Rowling grazie a Fantastic Beasts and where to find them.

Sono ormai passati anni da quando Tarzan ha lasciato la giungla del Congo e si è trasferito in Inghilterra insieme a Jane con il nome di John Clayton III e quando il re belga Leopoldo lo invita a fare ritorno in Congo lui rifiuta, deciso a non tornare indietro e a non mettere in pericolo la moglie, ma quando George Washington Williams gli rivela che vorrebbe essere da lui invitato durante il viaggio per accertarsi della situazione della popolazione che lui sospetta essere sottoposta alla schiavitù, John accetta e si mette in viaggio per l'Africa non immaginando che l'invito fosse orchestrato da Lèon Rom per incastrarlo e consegnarlo a Mbonga, capo di una tribù in cerca di vendetta.

Il film parte bene, una scena iniziale ci introduce ai toni e all'ambientazione del film e ci porta all'interno dell'Africa nera dandoci subito l'idea di cosa vedremo nelle quasi due ore successive. Infatti il blockbuster di Yates si presenta bene fin da subito grazie ad una buona impostazione visiva, la regia è molto buona e, nonostante qualche scelta discutibile, è il punto forte del film. Con inquadrature spesso strettissime, un abbondante uso di CGI ed un 3D ben utilizzato la componente visiva mantiene il suo fascino per tutta la durata del film. Ma man mano che si va avanti è evidente che non tutto funziona a meraviglia, soprattutto per via di una sceneggiatura che si abbandona a dei momenti poco credibili ed anche esagerati, nonostante gli vada riconosciuto il merito di saper mitigare i toni drammatici del film con quell'ironia che visto il plot del film è inevitabile, catalizzata principalmente nel personaggio di Samuel L. Jackson
Uno dei maggiori pregi del film è sicuramente Christoph Waltz nei panni dell'antagonista, ruolo che per lui non è una novità, nel quale riesce a dare una buona prova.
Il finale è molto caotico e forse un po' sbrigativo ma è perfettamente in linea con quanto visto fino a quel punto.

Insomma in fin dei conti questo Tarzan non è un film eccezionale ma offre sicuramente quasi due ore di buon intrattenimento e se si decide di stare al gioco si può anche uscire dal cinema soddisfatti di un film d'avventura/azione senza alcuna pretesa. 

VOTO: 3/5


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