27 ottobre 2016

Perché 'WESTWORLD' è un trionfo televisivo

Di Gabriele La Spina

Fin dal suo debutto lo scorso 2 ottobre, Westworld ha conquistato gran parte del pubblico americano e italiano, speranzoso di trovare un nuovo erede capace di sostituire l'enorme vuoto che Game of Thrones, finora la serie di più grande successo di HBO, lascerà tra due anni dopo la sua conclusione. Non dispiace affermare che la serie di Jonathan Nolan e Lisa Joy, non sarà l'erede degli eroi di Westeros, ma una nuova svolta, un nuovo inizio per l'emittente via cavo più popolare d'America.
L'ispirazione dagli anni '70
Perché Westworld è di fatto il remake di una pellicola omonima, in Italia approdata con il titolo Il mondo dei robot, del 1973, scritta e diretta da Michael Crichton. Il film originale raccontava le vicende di Delos, luogo di vacanze per i terrestri di un non lontano futuro. Diviso per epoche storiche e popolato da robot debitamente rivestiti, permette ai turisti di "vivere" avventure di ogni genere senza pericoli. Ma a Peter e John qualcosa va storto: i robot iniziano a ribellarsi e il tuffo nel vecchio West si trasforma in un incubo tragico, al quale sembra impossibile trovare una via d'uscita. Il film ebbe un sequel nel 1976 intitolato Futureworld, e una serie televisiva nel 1980 intitolata Beyond Westworld.

Nella serie televisiva di HBO, al contrario della pellicola originale, il motore della storia è rappresentato dal personaggio di Dolores Abernathy, la prima androide realizzata per Westworld, interpretata da un'intensa Evan Rachel Wood. Tutto sembra scorrere alla perfezione nel vistosissimo parco a tema di un non lontano futuro, gli investitori sono attirati dal progetto e la gente di tutto il mondo paga cifre esorbitanti per entrarne a contatto, se non fosse che il suo co-fondatore, Robert Ford, che ha il volto del veterano del cinema Anthony Hopkins, decide di inserire un bug che lui definisce "ricordanze", che stabilisce la memoria negli androidi rendendoli più umani e sempre meno schiavi del loop di copioni alla quale sono relegati, per il divertimento del pubblico pagante. Con la nuova presa di coscienza degli androidi tutto comincia ad andare a rotoli, e il castello di carte sembra quasi crollare, a tutto ciò si aggiunge un misterioso uomo vestito di nero, interpretato da Ed Harris, in cerca del segreto nascosto di Westworld, un ignoto labirinto presente sin dalla sua creazione. 


Fantascienza, thriller e dramma si mescolano in una trama estremamente originale, distaccata dalla pellicola del 1973, da cui gli autori, Nolan e Joy, hanno spiccato il volo. Westworld presenta infatti una sceneggiatura ben più complessa, snocciolata pian piano allo spettatore che si ritroverà passo dopo passo a scoprire i collegamenti narrativi di Westworld che di volta in volta approfondiscono il profilo psicologico di ogni personaggio. Scelta curiosa è inoltre la colonna sonora, composta dai brani dei Rolling Stone, Soundgarden e Radiohead rielaborati in chiave classica strumentale; a sottolineare l'atmosfera completamente anacronistica della serie, come spiega lo stesso compositore Ramin Djawadi a Vulture«Utilizzare brani così conosciuti e storicamente ben collocabili mi aiuta a sottolineare l'idea di come tutto, all'interno del parco, sia stato deciso a tavolino e di come il Vecchio West sia solo uno sfondo, un'illusione che non cancella la realtà contemporanea».

Un cast al suo meglio formato da Evan Rachel Wood, Thandie Newton, Jeffrey Wright, James Marsden, Ed Harris, Ben Barnes, Ed Harris Anthony Hopkins; contribuisce alla riuscita della serie più interessante del panorama televisivo degli ultimi anni. Prodotta da J. J. Abrams, Westworld è già stata rinnovata da HBO per una seconda stagione prevista per il prossimo anno.

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