26 gen 2017

7 film che avrebbero meritato la nomination agli Oscar 2017

Di Gabriele La Spina

Dopo l'annuncio della nomination degli Academy Awards è impossibile, per non dire inevitabile, non tirare le somme, rimuginare sui titoli altisonanti che secondo gli Oscar rappresenterebbero il meglio del 2016 ormai passato, e mettere in dubbio le suddette eccellenze. Quali titoli avrebbero realmente meritato di fare parte della selezione dei migliori film dell'anno?

Arrival, Fences, Hacksaw Ridge, Hell or High Water, Hidden Figures, La La Land, Lion, Manchester by the Sea e Moonlight sono i nove titoli scelti per far parte della categoria dedicata al miglior film dell'anno. Pellicole che si estendono su diversi livelli tematici, grossa la fetta della tematica black, ma come è accaduto raramente vi troviamo un film scifi come Arrival e un musical come La La Land. Immancabili le pellicole di stampo indie come Moonlight, Hell or High Water e Manchester by the Sea. Ma dimostrano questi titoli lungimiranza da parte degli Academy? Probabilmente no. Sarebbe semplice definire questi come titoli fin troppo popolari per certi versi, forse il numero limitato di posti non hanno garantito la presenza di diversi altri titoli o forse i film più controversi, dei nuovi autori del cinema moderno, non hanno e non avranno mai spazio agli Oscar. 

E' per questo che un regista come Lars Von Trier non vedrà mai un suo film nominato alla statuetta e mai l'ha visto, ma chi può negare il peso di pellicole come Dogville e Antichrist, indiscutibili capolavori? Dopotutto lo stesso Stanley Kubrick, mito indiscusso della storia del cinema, non ha mai vinto un Oscar, nonostante quattro delle sue pellicole siano state candidate. Se con gli anni gli Academy hanno accolto sempre di più il cinema indie, è anche vero che in un certo senso viene snobbato l'intellettualismo, il diverso o meglio ciò che è difficilmente digeribile. Se un film non ha quel messaggio universalmente riconoscibile, per far si che ogni membro dell'Academy lo scelga per la nomination e successivamente per la vittoria, è difficile che abbia lunga vita. I premi non sono tutto in fin dei conti, e per questo gli Oscar vanno presi con le pinze. Un film nomination, o vincitore, agli Oscar ha una nota di merito nel suo curriculum, ma la nomination non fa di esso un grande film e nemmeno un capolavoro, quel giudizio dovrà essere elargito con gli anni dalle generazioni di spettatori.

Poiché gli Oscar non sono tutto, e di grandi titoli ce ne sono stati nel 2016, ecco quali film in un mondo perfetto e meno convenzionale avrebbero fatto parte della selezione dei migliori film dell'anno agli Oscar 2017.

The Lobster
dir. Yorgos Lanthimos
L'incredibile capolavoro di Lanthimos è arrivato nelle sale americane nel 2016 mentre in quelle italiane nel 2015 solo qualche mese dopo il suo debutto al Festival di Cannes. Il film è ambientato in un futuro distopico, dove a causa delle leggi in vigore le persone single vengono arrestate, trasferite in un hotel e obbligate a trovare un compagno nell'arco di 45 giorni. Qualora ciò non accada, i single vengono trasformati in un animale di loro scelta ed abbandonati nelle foreste. In questo contesto, un uomo disperato sfugge dall'albergo e si rifugia nel bosco, dove vivono i Solitari, e si innamora, infrangendo ogni regola. Le più grandi performance della carriera di Colin Farrell e Rachel Weisz, in un film dove l'atmosfera, la sceneggiatura tagliente e le musiche, confluiscono in un'opera perfetta. Agli Oscar 2017 il film ha comunque conquistato una meritata nomination nella categoria della miglior sceneggiatura originale.

The Witch
dir. Robert Eggers
Un horror di stampo drammatico, che per perfezione registica e coerenza narrativa potrebbe ricordare il cinema di Kubrick. Ambientato nel New England del XVII secolo, The Witch racconta le vicende di William e Katherine conducono una devota vita cristiana insieme ai loro cinque figli in una zona ai margini dell'impraticabile deserto. Quando il loro figlio neonato svanisce e il raccolto va a male, la famiglia comincia a disintegrarsi e tutti finiscono con il darsi addosso a vicenda. Il vero pericolo però è il male sovrannaturale che si nasconde nel vicino bosco. Le performance di Anya Taylor-Joy e Kate Dickie avrebbero meritato da sole una nomination all'Oscar. 

Jackie
dir. Pablo Larrain
Acclamatissimo al Festival di Venezia, questo sembrava il film al momento giusto per Pablo Larrain per un ingresso di diritto nei nominati all'Oscar. Ma per il talentuoso regista cileno non è stato così. La delicatezza narrativa e la sua regia trasognante e a tratti surreale non è stata apprezzata nelle sue sfumature dei biopic arrivati in sala nel 2016, Neruda e Jackie. Quest'ultimo segue la vita della First Lady, Jackie Kennedy, nelle ore successive all'attentato al marito. Costretta a fare i conti con il dolore e il trauma e a superare la sofferenza per trovare fiducia nel futuro, consolare i figli e rendere immortale la figura del marito. Per fortuna la performance di Natalie Portman è rientrata nella cinquina delle migliori attrici.

Sing Street
dir. John Carney
Il bellissimo dramma adolescenziale dalla splendida colonna sonora, diretto da John Carney, ha conquistato il pubblico del Festival di Roma, non sopravvivendo però alla stagione dei premi. Sing Street racconta la storia del quattordicenne Cosmo, cresciuto nella Dublino degli anni Ottanta, deve sopravvivere alla difficile vita familiare, caratterizzata dalla problematica relazione dei genitori, dai problemi economici e dalle angherie del fratello maggiore, e a una nuova scuola pubblica, dove tutto è più pesante da gestire. Cosmo, inoltre, scrive canzoni, forma una scombinata band con alcuni compagni di scuola e gira alcuni video musicali amatoriali, per conquistare il cuore della ribelle Raphina. Un film che respira l'aria degli anni '80, rigenerante ed elettrizzante come pochi.

The Handmaiden
dir. Park Chan-wook
Il regista sud coreano, Park Chan-wook è un altro di quei grandi nomi dal talento indiscutibile e dallo sguardo registico unico, che stentano ad essere apprezzati dagli Academy. Dal rigore tecnico invidiabile, è quasi sempre anche sceneggiatore dei suoi film. Con The Handmaiden riesce con eleganza a disegnare un confine tra erotismo e macabro. Ambientato negli anni Trenta in Corea, durante la colonizzazione giapponese, la giovane Sookee viene assunta come cameriera per la ricca giapponese Hideko, che vive reclusa in un enorme palazzo sotto il controllo del tirannico zio. Sookee però ha un segreto: con l'aiuto di un truffatore che si fa passare per un conte giapponese ha in mente altri piani per Hideko.

Paterson
dir. Jim Jarmush
Uno dei registi più iconici del cinema moderno, racconta una storia unica e irresistibile con una bellissima performance dell'astro nascente Adam Driver. Paterson guida gli autobus nella città del New Jersey che porta il suo stesso nome. Ogni giorno rispetta una sorta di routine oramai collaudata: attraversa il solito percorso, osserva la città alla deriva dal suo parabrezza, ascolta frammenti delle conversazioni della gente intorno a lui, scrive poesie, va a fare passeggiate con il suo cane, si ferma in un bar e beve una birra. Poi va a casa dalla moglie Laura, il cui mondo è invece in continuo cambiamento, fatto di sogni e progetti diversi e ispirati. I due si amano: mentre Paterson sostiene le ambizioni di lei, Laura apprezza in segreto il suo talento per la poesia. Nel corso di una settimana, si osservano i loro trionfi e le loro sconfitte, così come quelle dell'intera cittadina di Paterson.

A Bigger Splash
dir. Luca Guadagnino
L'incursione nel cinema americano, con un cast all-star, di Guadagnino, avrebbe meritato un maggiore riconoscimento in Italia ma anche negli USA, dove A Bigger Splash risulta comunque molto apprezzato dalla critica. Paul e Marianne stanno trascorrendo le vacanze sull'isola di Pantelleria. Lei è una celebre rock star, lui un giovane fotografo. Il loro soggiorno è inaspettatamente interrotto da Harry, ex di Marianne e amico di Paul, snobbato in certi ambienti e considerato un dio in altri, avendo prodotto grandi rock band come i Rolling Stones. Harry arriva sull'isola con Penelope, che all'inizio tutti credono la sua nuova giovane amante, ma che in realtà è la figlia che ha di recente scoperto di avere. Penelope è una strana ragazza, composta e distaccata. L'amore, la gelosia, la seduzione e lussuria, abilmente interpretati dai grandissimi Ralph Fiennes e Tilda Swinton.


Quali film meno convenzionali usciti nel 2016 avrebbero meritato una nomination agli Oscar di quest'anno secondo voi?

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