8 gennaio 2017

TABOO 1x01 "Shovels and Keys" - La Recensione

Di Edoardo Intonti

La nuova serie prodotta e interpretata dal candidato all'Oscar Tom Hardy non delude le aspettative, proponendo un ora di intrattenimento, che spiritualmente va a riempire il vuoto lasciato da Penny Dreadful (concluso con la terza stagione) unendo i generi thriller, drama e supernatural in modo equilibrato e proponendo un progetto dall'altissima qualità dal punto di vista registico, recitativo e di scrittura.
Ambientato nella Londra del 1814, il pilot ruota attorno al personaggio di Hardy, James Delaney, che si ripresenta a casa anni dopo la sua presunta morte in mare,  per poter assistere al funerale del padre, morto in circostanze misteriose.
Conosciamo la sua sorellastra Zilpha (Oona Chaplin) il cui astioso marito contava sulla futura eredità del suocero, proprietario di una misteriosa isola in America, di grande interesse per la compagnia delle indie orientali,intenzionate ad acquistarla.
Vi è dunque una componente simil-politica visto lo sfondo storico della guerra tra gli americani e gli inglesi e l'importanza strategica di tale isola, ma non è il punto fondamentale di questo pilot, che comunque inizia ad anticipare l'importanza nella trama di tale elemento narrativo.

Il passato in Africa di Delaney è il vero mistero, vengono suggerite delle immagine attraverso delle sue visioni oniriche (quasi incubi), un suo profondo legame con con pratiche selvagge e pagane (demoniache forse) e una nave di schiavi, senza però confermare alcunché. 
Kristoffer Nyholm dirige con successo questo debutto della serie BBC, contrapponendo  scene cariche del lusso classico dell'alta borghesia inglese, il sudiciume decadente dei cittadini comuni dell'epoca. Costumi e ricostruzioni digitali della Londra ottocentesca convincono meglio di altri prodotti concorrenti, complice una fotografia decisamente più significativa e greve e carica di drammaticità.
Un paragone immediato, forse per ambientazione, alto livello degli interpreti e tematica è come già accennato Penny Dreadful, che a differenza però di Taboo, definisce fin dal primo momento una coralità di protagonisti, ben definibili fin dalle prime scene. 
Qui tutta l'attenzione è per Tom Hardy e il suo personaggio, qualche piccola digressione sul redivivo Alto Passero di Game of Thrones Jonathan Pryce, che come altri attori sconfitti al gioco dei troni, è approdato in questa serie (Oona Chaplin e Roger Ashton-Griffiths in primis), inoltre nonostante l'ottima scrittura, non si avverte l'onere del rimando letterario/colto di Penny Dreadful, che per alcuni era un punto di forza, ma che forse aveva demoralizzato lo spettatore più casuale.
Rimane molto mistero in quetso episodio, forse troppo, con stacchi di scena  proprio al momento di rivelazioni fondamentali, che però sicuramente non tarderanno ad arrivare nei prossimi sette episodi.

La collaborazione tra Tom e Chips Hardy (padre e figlio) e Steven Knight sembra la risposta ad un vuoto di programmazione tipico di questo periodo invernale. Quando nei prossimi giorni avverrà la trasmissione negli Stati Uniti, si urlerà al miracolo e, archiviato Westworld, si acclamerà Taboo come il nuovo evento televisivo dell'anno.

VOTO: 8



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