9 febbraio 2017

Cinquanta sfumature di nero - La recensione

Di Dario Ghezzi


Degli incubi terribili perseguitano Christian mentre la vita di Ana continua a scorrere. Ha un nuovo lavoro come esaminatrice di bozze e cerca di tornare alla normalità. Tuttavia, alla mostra del suo amico Jose rivede Mr. Gray e le basta una cena per farsi nuovamente trascinare nella vita folle dell'imprenditore. Stavolta, riuscirà la dolce Anastasia a far cambiare davvero il suo Christian?
Questo interrogativo percorre tutto il film Cinquanta sfumature di nero di James Foley, tratto dal secondo capitolo della saga omonima di E.L. James con protagonisti Jamie Dornan e Dakota Johnson. In questo nuovo film gli ingredienti per bissare il successo del precedente ci sono tutti e forse anche di più. Probabilmente a causa delle critiche di "morbidezza" nel trattare certe tematiche sullo schermo come il sadomasochismo durante il sesso, giudicato da molti sottotono nella pellicola Cinquanta sfumature di grigio, in questa seconda parte il regista indugia su scene di sesso ai limiti della tensione erotica senza mai scendere nel volgare ma stemperando, dove possibile, con ironia.


Inedito è sicuramente l'innesto dell'elemento thriller che dona un nuovo sapore a tutta la narrazione. Inevitabili momenti tipici della soap opera che arricchiscono la storia dei due protagonisti di incredibili risvolti e che permettere loro di interagire con il resto dei personaggi.

Cinquanta sfumature di nero, ovviamente, non vuole imporsi come nuovo caposaldo della cinematografia mondiale ma va considerato come mero intrattenimento per lo spettatore nel mese di San Valentino. È rivolto alle più "sognanti" ma anche a chi spera di trovare qualche consiglio per essere più smaliziati nei momenti piccanti.

VOTO: 6.5/10




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