27 feb 2017

Gli Oscar 2017 segnano nuovi record e traguardi notevoli

 Di Daniele Ambrosini

Già dall'annuncio delle candidature lo scorso 24 gennaio, questa edizione degli Oscar aveva segnato qualche importante record: La La Land aveva raggiunto il maggior numero di candidature nella storia del premio, 14, a pari merito con Eva contro Eva (1950) e Titanic (1997); Mel Gibson era diventato l'uomo ad aver aspettato più tempo prima di ottenere una nuova nomination, infatti dai premi vinti per Braveheart alla candidatura per La Battaglia di Hacksaw Ridge sono trascorsi ben 21 anni; e mentre Meryl Streep con la ventesima nomination infrangeva il record (già suo) di candidature per un attore, Kevin O'Connell superava sé stesso come l'uomo con il maggior numero di candidature senza ancora una vittoria con un totale di 21 nomination.


Ed ora che gli Oscar sono finiti possiamo tirare le somme e constatare che altri record sono stati infranti durante la rocambolesca cerimonia di premiazione di questa notte (a partire dai record di Moonlight per i quali vi rimando a questo approfondimento) ed altri importanti traguardi sono stati raggiunti, vediamo insieme tutti i risultati degni di nota di questa edizione degli Academy Awards.

Viola Davis ad un passo dall'EGOT
All'annuncio delle candidature era evidente che se Lin-Manuel Miranda avesse vinto l'Oscar con la canzone "How Far I'll Go" sarebbe diventato il più giovane membro del ristretto gruppo degli EGOT, avendo già vinto 3 Tony, 2 Grammy e 1 Emmy oltre ad 1 premio Pulitzer. L'Oscar per Miranda non è arrivato, ma Viola Davis con la vittoria dell'Oscar per Barriere si avvicina sempre di più a diventare un EGOT. Quest'anno la Davis aveva già infranto un piccolo record diventando la prima donna di colore ad ottenere 3 candidature all'Oscar, ma con questa vittoria le manca solo un Grammy per diventare la tredicesima persona a conseguire un EGOT, e la seconda di colore dopo Whoopi Goldberg.

Il record di Damien Chazelle
La La Land non avrà raggiunto il record di vittorie ieri notte, ma Damien Chazelle vincendo l'Oscar alla miglior regia a 32 anni e 38 giorni è diventato il regista più giovane ad essere premiato dall'Academy. Il precedente record apparteneva a Norman Taurog, vincitore per Skippy nel 1931 all'età di 32 anni e 360 giorni. Perciò Chazelle per una manciata di giorni infrange un primato rimasto invariato per ben 86 anni, e se tutti si stanno concentrando sui segnali positivi mandati nei confronti della diversità, anche questo importante segnale di "svecchiamento" del premio fa ben sperare per gli anni a venire. Inoltre Chazelle ha interrotto una striscia di premi andati a registi non statunitensi iniziata nel 2011 con Tom Hooper e proseguita con Michael Hazanavicious, Ang Lee, Alfonso Cuaròn e il doppio premio a Alejandro Gonzales Iñarritu.

Kevin O'Connell: il candidato sfortunato
Dopo 21 nomination lo sfortunatissimo tecnico del suono ha finalmente vinto il suo agognato Premio Oscar grazie a La Battaglia di Hacksaw Ridge. La prima nomination è arrivata nel lontano 1983 ma fino a ieri non era mai arrivata una vittoria, questo ha fatto si che O'Connell sia stato a lungo l'uomo con il maggior numero di candidature senza una vittoria, da oggi invece è l'uomo che ha conseguito il maggior numero di candidature prima di vincere il primo Oscar, chissà che dopo aver aspettato per 34 anni l'attesa per bissare questo successo non sia poi così lunga.

Amazon contro Netflix: lo streaming alla conquista degli Oscar
Quello di Amazon non è proprio un record, ma la neonata casa di distribuzione con la vittoria di 2 Oscar grazie a Manchester by the Sea diventa la prima casa di distribuzione "non convenzionale" a ricevere un premio Oscar nelle categorie principali, battendo sul tempo i rivali del servizio streaming di Netflix che hanno puntato su una distribuzione in contemporanea sulla piattaforma streaming ed in sala, mentre la società di Jeff Bezos ha puntato su una promozione classica prima di rendere visibili i propri contenuti originali agli abbonati Amazon Prime Video. Netflix - grande assente dello scorso anno per via dell'esclusione del suo Beasts of No Nation, ed uscito a mani vuote quest'ano nonostante le 4 nomination di Hell or High Water (solo distribuito, non prodotto) -si deve così arrendere al competitor Amazon, che sebbene abbia un bacino di utenti più ristretto è stato sia il primo distributore streaming a trionfare nelle categorie principali dei Golden Globe sia a vincere un Oscar nelle sezioni dedicate ai film di finzione, perchè invece Netflix ha ottenuto grandi successi nelle categorie dedicate ai documentari ed anche quest'anno ha riportato una vittoria grazie a The White Helmets.

Una famiglia da Oscar: gli Affleck
Dopo la vittoria del fratello più giovane, gli Affleck diventano ufficialmente una famiglia da Oscar. Non è la prima volta che gli Academy premiano membri della stessa famiglia: celeberi sono gli esempi della famiglia Coppola, che annovera un totale di 8 Premi Oscar (assegnati a Carmine Coppola, Francis Ford Coppola, Sofia Coppola e Nicolas Cage), o della famiglia Huston che invece possiede 4 premi (assegnati a Walter Huston, John Huston e Anjelica Huston). Ben e Casey Affleck in due posiedono 3 Oscar.

O.J.: Made in America 
Il mese scorso il film di Ezra Edelman, per via delle sue 7 ore e 47 minuti di durata, era diventato il film più lungo mai candidato ad un Oscar in qualunque categoria, ieri notte il documentario dalla durata colossale è diventato il film più lungo mai premiato dagli Academy, record precedentemente detenuto dalle 4 ore complessive di Via col Vento, vincitore di 10 premi nel 1940 compreso quello a miglior film. Il documentario presentato allo scorso Sundance Film Festival è stato trasmesso dalla ESPN in 5 episodi dalla durata di circa 90 minuti l'uno, favorendone così la fruizione. 

La La Land o Moonlight?
La gaffe all'annuncio del miglior film è destinata a restare nella storia degli Oscar, è sicuramente il momento che più di tutti ha segnato questa notte degli Oscar ma ci ha permesso di notare come funzionano realmente le cose durante la premiazione: due notai della Pricewaterhouse Company sono presenti ai lati del palco per consegnare le buste contenenti i nomi dei vincitori e per  intervenire in caso di irregolarità. Un vecchio aneddoto vuole che nel 1993 Jack Palance abbia letto il nome sbagliato ed abbia consegnato per errore il premio come miglior attrice non protagonista a Marisa Tomei, se fosse accaduta una cosa del genere i notai sarebbero subito intervenuti per segnalare l'errore come è invece successo quest'anno, si tratta infatti di un caso unico nella storia degli Oscar e di un errore da non ripetere.

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