03 feb 2017

SCULT: La notte brava del soldato Jonathan (1971) di Don Siegel

Di Gabriele La Spina

Definito da Don Siegel, regista degli storici L'invasione degli ultracorpi (1956) e Fuga da Alcatraz (1979), come il film preferito della sua carriera, The Beguiled, in Italia approdato con l'improbabile titolo La notte brava del sondato Jonathan, è il southern gothic che non ci si aspetta, sotto le mentite spoglie di un western. Ed è forse questa la motivazione per cui alla sua uscita nelle sale il film fu un gigantesco flop per la Universal, artefice di un pessimo marketing sponsorizzando la pellicola come l'ennesimo western con Clint Eastwood (qui anche produttore), cosa che The Beguiled non è affatto. 

Mentre la piccola Amy passeggia nella foresta alla ricerca di prelibati funghi incappa nel caporale nordista John McBurney, ferito a una gamba e perciò impossibilitato a muoversi. La ragazzina lo soccorrerà portandolo nel suo collegio femminile, il "Miss Martha Farnsworth Seminary for Young Ladies", diretto dall'austera Martha Farnsworth, proprietaria terriera, affiancata dall'insegnante di francese e di buone maniere Edwina Dabney. McBee, questo il soprannome del caporale, un uomo profondamente maschilista, diventa così un satiro tra le ninfette, così come Vladimir Nabokov le avrebbe definite. Ed è proprio la sedicenne Carol, un'antenata di Lolita, ad avere il primo approccio con McBee, che poi sedurrà Edwina, promettendole di sposarla, e dopo Miss Martha, il cui oscuro passato ha precluso ogni possibilità di trovare l'amore. Dopo aver sorpreso McBee nella stanza di Carol, Edwina accecata dalla gelosia lo scaraventa dalle scale rompendogli la gamba. Sarà così che avrà luogo una delle scene più macabre della pellicola, qui scesa in meandri orrorifici quando Martha sarà obbligata all'amputazione della gamba di McBee. Forse per punizione, forse perché senza alternative. Il caporale capirà da quel momento di ritrovarsi in un vero e proprio inferno. 


Le donne del racconto di Thomas Cullinan riadattato e rimaneggiato da Albert Maltz, Irene Kamp e Claude Traverse, sono descritte come instabili, isteriche e sessualmente represse; forse soffocate dalla pesante aria della guerra di secessione americana. Ritratti di demoni capaci di ogni tipo di arrivismo e malefatta pur di soddisfare i propri desideri, perseveranti nei loro errori, che contribuiscono a rendere la pellicola di Siegel un raro esempio di misoginia cinematografica. Il caporale McBee si ritrova a essere loro vittima, usato e poi fatto a pezzi (letteralmente), in un continuo ribaltarsi dei ruoli di vittima e carnefice. Con una regia datata nell'uso delle dissolvenze e la scelta di far ascoltare i pensieri dei personaggi, The Beguiled splende delle grandi performance del suo cast femminile, capitanato da un'impeccabile Geraldine Page e Elizabeth Hartman, nell'interpretazione più sofferta della sua carriera dopo Incontro al central park (1965), che le valse la sua prima e unica nomination all'Oscar.

La storia di The Beguiled è finita recentemente nella mani di Sofia Coppola, che ha deciso di farne il suo sesto lungometraggio per il grande schermo. Una storia che la stessa regista ha dichiarato di voler ribaltare, incentrandola sul girl power delle sue protagoniste. Nel cast del remake che arriverà nelle sale americane il 23 giugno, vedremo Colin Farrell, Nicole Kidman, Elle Fanning e Kirsten Dunst nei ruoli principali. 



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