13 mar 2017

Feud 1x02 "The Other Woman"- La recensione

Di Simone Fabriziani

Dopo lo scoppiettante pilot della settimana scorsa, la sorprendente serie antologica creata da Ryan Murphy continua la sua lenta ascesa qualitativa e al secondo episodio settimanale di Feud: Bette and Joan conferma il talento dgli interpreti principali e l'ottima scrittura della nuova stagione televisiva, questa volte più incentrata sui rapporti tra i personaggi che non sulle trovate grottesche e camp, vera cifra stilistica dell'ultima fase creativa dello showrunner statunitense.
Il secondo capitolo della "faida" tra le stelle cadenti del divismo cinematografico Bette Davis e Joan Crawford si tinge di schermaglie irresistibili, ma questa volta il lato grottesco ed esasperato delle due "fading stars" cede il posto all'intimità e alle relazioni tra i vari protagonisti. A giganteggiare nel secondo episodio è il Robert Aldrich ritratto da Alfred Molina, regista in preda alla crisi di mezza età e alla disperata ricerca di una "nuova giovinezza" cinematografica dopo una lunga lista di pellicole insoddisfacenti e fallimentari: riuscirà l'adattamento di Che fine ha fatto Baby Jane a portargli nuova gloria e una prima, agognata porta spalancata ad Hollywood.

Aldrich si trasforma però inesorabilmente in ago della bilancia delle schermaglie tra Joan Crawford e Bette Davis, in questo secondo episodio alle prese con crisi familiari, paure di invecchiare e bizze da star hollywoodiane inesorabilmente destinate al dimenticatoio da lì a pochi anni; la Hollywood ritratta Murphy è difatti quella che cerca di stare faticosamente al passo con una industria cinematografica che lentamente abbandona il divismo e abbraccia all'orizzonte le nuove leve artistiche e attoriali della New Hollywood in arrivo di lì a pochi anni.

Al secondo capitolo della corrosiva ed ironica serie antologica di Ryan Murphy rimane allo spettatore televisivo il sapore dolceamaro di stare ad assistere ad una intelligente e ben congegnata messa in scena volutamente critica nei confronti di uno star system e di una industria dello spettacolo che, tanto negli anni '60 quanto oggi, ha sempre tentato di adeguarsi alle innumerevoli innovazioni e mode, rimanendo in fondo però sempre la stessa, solita brontolona che cerca a tutti costi di rimanere sotto i riflettori, ignara del tempo che passa inesorabilmente e che spazza via le più granitiche certezze. Tutto sommato, la faida messa in scena tra le due strepitose Jessica Lange e Susan Sarandon non riflette proprio questo?



VOTO: 7.5/10



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