17 aprile 2017

Feud: Bette and Joan 1x07 "Abandoned" - La recensione

Di Simone Fabriziani

Ad un solo tassello mancante al puzzle finale, il penultimo episodio di Feud: Bette and Joan raggiunge un nuovo apice nell'eterna lotta allo "spazio vitale" tra le due dive agées Joan Crawford (Jessica Lange) e Bette Davis (Susan Sarandon); anche questa volta il setting della faida è il set cinematografico del cult del cinema gotico statunitense Piano, piano...dolce Carlotta (1964).
Sempre diretto da Robert Aldrich (Alfred Molina), il film fu inizialmente considerato dalla Warner Bros. come un sequel non ufficiale dello straordinario successo "camp" Che fine ha fatto Baby Jane dell'anno precedente, presentando per la seconda volta sul grande schermo, ma con personaggi differenti, la Crawford e la Davis; la loro rivalità prevaricò anche il set del nuovo film costringendo Joan Crawford a bloccare le riprese a pochi giorni dall'inizio per una presunta malattia respiratoria; sarà l'inizio di una battaglia legale che porterà l'attrice premio Oscar per Il romanzo di Mildred alla bancarotta e al lento declino della sua carriera. In seguito, il suo ruolo fu offerto alla sua altra "nemica" storica Olivia De Havilland (Catherine Zeta-Jones), grande confidente di Bette Davis.

A dare forma al focus narrativo del settimo e penultimo episodio della miniserie antologica di Ryan Murphy è la sempre più accesa rivalità tra Crawford e Davis, qui però sorprendentemente giocata su due piani concettuali ben distinti che hanno finalmente rivelato forse l'origine della sofferenza delle due star hollywoodiane e la latenza della loro storica rivalità: se Joan Crawford è qui dipinta come la diva sempre additata e riconosciuta come la più bella dello star system ma sempre bistrattata in premi e riconoscimenti di talento, Bette Davis ha invece sofferto il destino contrario, sempre additata come la più brava del reame, mai la più bella.
Due facce della stessa medaglia che potrebbero sovrapporsi molto presto, in attesa del gran finale che appianerà (forse) le eterne divergenze artistiche ed umane di due creature doloranti cresciute in uno specchio per le allodole troppo grande.


VOTO: 7,5/10



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