08 apr 2017

L'Academy rinnova il regolamento per i documentari e i film d'animazione

Di Simone Fabriziani

C'è vento di cambiamento all'interno dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Lo scorso venerdi l'A.M.P.A.S. ha approvato nuove regolamentazioni di qualificazione per i lungometraggi selezionati per la candidatura all'Oscar nelle categorie del Miglior documentario e del Miglior film d'animazione.

Se quest'anno l'Academy ha premiato O.J. Made In America con la statuetta al lungometraggio documentario, il prossimo anno le cose potrebbero non andare allo stesso modo per il docufilm diretto da Ezra Edelman; suddiviso in più episodi con una durata totale del prodotto di ben sette ore e mezza, "O.J. Made In America" potrebbe diventare a fine anno il primo documentario ad aver vinto sia l'Oscar che l'Emmy televisivo. Per sfavorire nei prossimi anni la crescente richiesta di qualificare prodotti suddivisi in episodi per la statuetta del documentario, i membri del ramo dei documentaristi dell'Academy hanno deciso che "ogni serie limitata o divisa in più parti non potrà essere eleggibile per la nomination all'Oscar".


Differente il discorso riguardante la categoria del film d'animazione, fino a quest'anno organizzata e selezionata da una commissione apposita di circa 150 elementi con il compito di qualificare i titoli animati da inserire nella cinquina finale tramite delle proiezioni private obbligatorie. Se questa procedura negli anni passati ha favorito le candidature di piccoli film d'animazione di produzione indipendente (l'esempio di quest'anno è il delizioso La mia vita da zucchina), da oggi la commissione animata potrà votare e selezionare i titoli da inserire nella cinquina finale semplicemente visionando le pellicole in sala, tramite i dvd screener o anche per mezzo del sito web dell'Academy riservato ai suoi membri; ciò sfavorisce in buona sostanza la candidatura dei film più "piccoli" rispetto allo strapotere delle grandi produzioni animate delle major, dalle prossime edizioni sempre più al centro dell'attenzione mediatica della campagna Oscar.


FONTE: The Hollywood Reporter

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