20 aprile 2017

Quale film meriterebbe un remake? - Awards Today Risponde

Di Redazione

Continuamente il pubblico dimostra una profonda avversione nei confronti dei remake di pellicole a cui erano profondamente legati, sia provenienti dalla loro infanzia sia da un passato ben più recente. Raramente infatti un remake riscuote lo sperato successo di critica e pubblico. 

In questi giorni abbiamo assistito a un enorme successo mediatico per il rilascio del primo trailer di It, seppur considerato un remake, è in realtà un nuovo adattamento del romanzo di Stephen King già trasposto per il piccolo schermo nel 1990, che tenta di dare giustizia al profondissimo racconto generazionale quanto terrificante dello scrittore. It è probabilmente un caso di remake giustificato, contrariamente a casi recenti di riadattamenti di film stranieri come Il segreto dei suoi occhi oppure Oldboy, orribilmente ridefinito da Spike Lee. La domanda che ci poniamo dunque è: di quale film sarebbe opportuno realizzare ad oggi un remake? 

Nel 2017 oltre al remake di It, vedremo nelle sale quello de La notte brava del soldato Jonathan, scult degli anni '70 di Don Siegel, a cui Sofia Coppola sembra aver dato nuova linfa, che seguirà i deludenti remake in live-action di Ghost in the Shell e La Bella e La Bestia.

Daniele Ambrosini
Pur non essendo un film della mia generazione, ripensando ai film che hanno segnato la mia infanzia un posto importante è sicuramente occupato da La storia infinita di Wolfgang Petersen, celebre adattamento dell’omonimo romanzo per ragazzi di Michael Ende, uscito nei cinema nel 1984. Purtroppo a distanza di anni il film non ha passato nel migliore dei modi la prova del tempo e per chi ha letto e amato il libro appare evidente che la storia non sia stata trattata nel migliore dei modi, infatti il film adatta circa un terzo del libro di Ende modificandone la trama in modo che sia autoconclusiva. Lo stesso Ende arrivò a disconoscere il film ed intentò una causa (poi persa) per far sì che il suo nome non comparisse nei titoli di coda. Il libro offre molto materiale interessante su cui lavorare che potenzialmente potrebbe creare un classico per ragazzi capace di lasciare il segno ancor più dell’originale, se gestito nel migliore dei modi non sarebbe neanche assurdo immaginare una trilogia o un saga che racconti la storia di Bastian e Atreyu. La speranza di riportare al cinema le vecchie generazioni - legate al libro e al film originale - e nuovi spettatori, la prospettiva di un adattamento più fedele e soprattutto le infinite possibilità offerte dalla CGI moderna rendono “La Storia Infinita” perfetto per un remake, che se ben sfruttato potrebbe diventare un fenomeno mondiale ai livelli di Harry Potter e potrebbe permettere la riscoperta dell’opera di Ende, autore per ragazzi imprescindibile nella formazione di giovani (e giovanissimi) lettori.

Gabriele La Spina
Potrà sembrare una scelta ardita, ma con la giusta ottica non sarebbe poi un sacrilegio vedere il ritorno nelle sale di un imprescindibile classico di Alfred Hitchcock del 1963, intitolato Gli uccelli. Chi vi scrive considera questa pellicola una delle sue cinque preferite di tutti i tempi, ciò per dimostrare che non esiste nessun film intoccabile nonostante si sia guadagnato una posizione predominante nei nostri cuori di spettatori. Adattamento del racconto di Daphne Du Maurier pubblicato nel 1953 con il titolo "The Birds", quella di Hitchcock è probabilmente una delle sue pellicole più visionarie che offre un'impressionante comparto tecnico e registico, ma che oggi potrebbe brillare maggiormente, senza l'ausilio di reali animali in alcune scene che generò considerevoli difficoltà nel corso delle riprese e che nella visione odierna, soprattutto in alcuni fotomontaggi, ha un effetto stridente. Se nel 1998, Gus Van Sant ha realizzato un omaggio al maestro del thriller, con un remake frame by frame del capolavoro Psyco, oggi Gli uccelli potrebbe avere senso di esistere nelle mani di un regista come Alfonso Cuarón, il cui recente Gravity ha dimostrato una maestria registica quasi ineguagliabile. In realtà un remake di questa pellicola è già in cantiere dal 2009 con Naomi Watts nel ruolo della protagonista che fu di Tippi Hedren, nel 2014 Michael Bay avrebbe mostrato il suo interesse nel produrre la pellicola per la Universal con Diederik Van Rooijen alla regia. Un progetto ormai arenato con il tempo, ma che nonostante i pareri contrari, potrebbe avere un grande potenziale se rappresentato da un degno autore del cinema contemporaneo.

Edoardo Intonti
Long Day's Journey Into the Night è un'opera teatrale di Eugene O'Neill, riportata recentemente a Broadway con un cast stellare (Jessica Lange, Gabriel Byrne e Michael Shannon) e che meriterebbe una versione restaurata e ben diretta, soprattutto da un regista in grado di dinamizzare un opera teatrale di più di due ore; magari da Roman Polanski o John Patrick Shanley, permettendo di rendere fruibile uno dei capolavori assoluti del teatro americano, giusto perché la versione di Sidney Lumet con Katharine Hepburn del 1962 risulta ormai un po’ troppo vecchiotta, anche se comunque una grande opera di pregio.
Nonostante si tratti di un film grandioso diretto da James Ivory, Gli europei del 1979 meriterebbe anche una rinfrescata, anche dallo stesso Ivory volendo (nonostante il suo ultimo lungometraggio risalga al 2009) o da qualche “nuova leva” con in curriculum già una certa dimestichezza con trasposizioni letterari e con una propensione per le ambientazioni in epoche passate (anche solo Stephen Frears o Joe Wright). Tra gli altri titoli che meriterebbero di essere reinterpretati da registi contemporanei, magari anche in ambientazione contemporanea, sarebbe bello vedere una nuova versione de L’inquilino del terzo piano (con un super-interprete come protagonista al posto di Polanski stesso, magari reinterpretato in chiave psichedelica da parte di Refn), To Kill a Mockingbird (come antidoto alla recente riscoperta mediatica del caso O.J. Simpson) e Rebecca la prima moglie.


Simone Fabriziani
Nulla è intoccabile se ri-amalgamato e ripensato per le nuove generazioni di spettatori senza ruffianerie e scorciatoie facili per gli autori del ri-adattamento. A tal proposito vorrei citare un classico assoluto del cinema americano e un classico del brivido europeo; pur sommerso da spin-off, seguiti e pessimi adattamenti per l'infanzia, Il mago di Oz di Victor Fleming del 1939 rimane l'adattamento del primo romanzo della serie letteraria di Frank L. Baum più riuscito e più facilmente riconoscibile nell'iconografia occidentale. Come non ricordare le orecchiabili canzoni e le sgargianti scenografie del film con Judy Garland? Eppure neanche il capolavoro rivoluzionario di Fleming è un adattamento all'altezza della storia(e) raccontata nei romanzi di Baum, fin troppo bistrattata sul piccolo e grane schermo nei decenni successivi con titoli discutibili come il remake in chiave pop The Wiz (1978) con un inedito Michael Jackson e il sequel Disney Oz - Il grande e potente di Sam Raimi. In attesa dell'adattamento cinematografico del musical di Broadway Wicked per il 2019 (sorta di spin-off della serie di Baum), attendiamo con fiducia una nuova versione per il grande schermo del capolavoro letterario senza tempo, da qualche parte oltre l'arcobaleno.
Sul versante europeo vale invece la pena citare il bellissimo Repulsion di Roman Polanski (1965), thriller visionario a sfondo psicologico che tanto ha insegnato a titoli contemporanei come Il cigno nero di Darren Aronofsky. Capitanato da una sensuale e bravissima Catherine Deneuve, il cult thriller di Polanksi merita una seconda visione e una maggiore attenzione nel panorama cinematografico contemporaneo; perché non un bel remake nelle mani di autori visionari come Aronofsky, Del Toro o delle nuove leve del cinema horror come James Wan o l'emergente Jennifer Kent?

Alfredo Di Domenico
Nonostante sia considerato uno dei punti più alti della cinematografia mondiale Viale del Tramonto di Billy Wilder del 1950 rimane sconosciuto ai più e nonostante sia passato più di mezzo secolo dalla sua uscita è ancora attualissimo. Un classico che non ha perso il suo lustro sebbene le nuove generazioni, allergiche al bianco e nero, tendono a dimenticare. Quale modo migliore di stimolare la curiosità verso l’originale se non riportarlo sul grande schermo in “chiave moderna”? Volendo calcare le analogie originali tra personaggi ed attori anche Glenn Close, come Gloria Swanson a suo tempo, vive nel dimenticatoio, faticando a trovare parti appropriate al suo spessore ed al suo grande talento. Dal film è stato tratto un musical firmato Andrew Lloyd Webber, dal titolo omonimo, che debuttò a Londra nel 1992. Il ruolo di Norma Desmond fu interpretato da tante grandi attrici da  Patti LuPone a Glenn Close, ma è stata l'interpretazione di quest’ultima  a rendere nuovamente celebre il personaggio, tanto che l'attrice lo ha riportato ancor una volta in scena quest'anno a Broadway,  con la possibilità, sempre più insistente, di portarlo anche al cinema in un remake versione “Musical” della pellicola.
Tornado invece a casa nostra meriterebbe una rivisitazione, sempre in chiave moderna, il bellissimo film di Risi Profumo di donna del 1974, già riadattato nel 1991 Martin Brest con Al Pacino vincitore dell'Oscar. Il remake del 1991 è stato, forse volutamente, snaturato, alterando la struttura narrativa e modificandone il finale, alienando il senso di smarrimento e malinconia che pervade lo spettatore alla visione dell’ originale. Una grande storia che meriterebbe una degna rivisitazione.


Quale film scegliereste voi per un remake? Diteci la vostra nei commenti.

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