03 mag 2017

Insospettabili sospetti - La recensione

Di Simone Fabriziani

Terzo lungometraggio cinematografico dietro la macchina da presa per Zach Braff, ancora reduce nell'immaginario collettivo del ruolo di protagonista nella serie tv di culto Scrubs, Insospettabili sospetti riunisce tre veterani del cinema internazionale moderno e li ridipinge donandogli un colore sgargiante ed inedito.
Il terzo film per il grande schermo di Zach Braff è un prodotto multiforme; remake a tutti gli effetti di Vivere alla grande (1979) di Martin Brest, è anche un divertente e scanzonato omaggio al viale del tramonto intrapreso dai tre grandi veterani del cinema prestatisi qui non solo alla commedia pura ma all'azione; se alla fine degli anni '70 il trio di anziani rapinatori della propria banca erano i veterani George Burns, Lee Strasberg e Art Carney, qui il testimone è accolto dai premi Oscar Michael Caine, Morgan Freeman e Alan Arkin.

Il movente, nonostante i decenni che passano ed una America in trasformazione, è sempre lo stesso: i non proprio più arzilli Willie, Joe a Albert decidono di compiere un'ultima, disperata azione prima di tirare le cuoia e di perdere ogni centesimo delle proprie pensioni a causa delle manovre di una banca sempre più assoggettata ai meccanismi spietati della finanza rampante. Perché non tentare una disperata rapina alla banca stessa?

Godibile ma in fin dei conti manieristico, Insospettabili sospetti diverte di più quando gioca a rendere un ironico omaggio agli stilemi narrativi dell'heist movie (il film di rapina) con non tanto velate citazioni a pilastri del genere cinematografico come il memorabile Rapina a mano armata di Stanley Kubrick, fino a passare per il più recente Il cavaliere oscuro ( a cui Caine e Freeman hanno partecipato pur non dividendosi mai la scena), oppure quando mette in gioco in succosi e divertenti ruoli secondari altri grandi veterani del cinema statunitense: su tutti una frizzante Ann-Margret e un memorabile Christopher Lloyd, smemorato vecchietto dell'arzillo centro anziani.

Insospettabilmente acqua e sapone, dopotutto.


VOTO: 6/10



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