5 giugno 2017

Twin Peaks 3x05 "Case Files" - La recensione

Di Simone Fabriziani

Il revival della serie più cult ed innovatrice degli anni'90 non è tornata per accontentare tutti; scevra di ogni tipologia di fan service, completamente slegata alle logiche dell'audience e della narrazione, Twin Peaks  - Il ritorno al suo quinto episodio conferma la tesi sopracitata.

Più che un prodotto tipico della serialità televisiva odierna, il revival scritto da Mark Frost e David Lynch ed interamente diretto da quest'ultimo è la risposta in piena libertà alla tendenza alla monetizzazione e alla ruffianeria  verso lo spettatore con il cuore e la mente diretti verso una visione sempre più cinematografica.

Imparando la lezione della disastrosa seconda stagione, Lynch percorre le smisurate fila narrative del suo personale revival senza pensare neanche un secondo alla pur larga fetta di spettatori nostalgici, ma tessendo invece le fila di un racconto puramente lynchiano che (grazie a Dio!) è tutto quello che la minestra scaldata della seconda, lunghissima stagione andata in on da nel 1991 era e che aveva progressivamente allontanato David Lynch dalla sua creatura, spesso disconoscendone addirittura le sue derive da soap opera.


In "Case Files" ci troviamo di fronte forse all'episodio per ora più narrativamente equilibrato; paradossalmente lontano dai simbolismi e dalle situazioni metafisiche dei precedenti quattro, magnifici capitoli, il quinto episodio è quello consacrato ai nuovi personaggi e ai cammei eccellenti: da Jim Belushi ad una inaspettata Amanda Seyfried, "Case Files" porta inoltre avanti le multiple indagini dell'FBI, segue nuovamente l'odissea personale di un agente Dale Cooper sempre più "spersonalizzato" (una sottile indagine sulla alienazione della contemporaneità?) e ci re-introduce ad alcuni dei personaggi più amati della cittadina di Twin Peaks; a tal proposito non si può non citare l'irriverente sequenza che vede come protagonista un dottor Jacoby, sempre più "weird" (quanto ci è mancato!).

Nuove domande, nuove suggestioni, poche risposte; per tutti coloro che stanno già impazientemente cercando delle risposte e degli assiomi logici agli accadimenti (forse) non troverete pane per i vostri denti; è tornato "Twin Peaks" e, come recitava una celebre pubblicità di Canale 5 negli anni della messa in onda della serie culto, anche stavolta"ha tutto, ma non assomiglia a niente". Nemmeno al suo predecessore degli anni '90, amore ed odio di un cineasta che ha amato tanto la sua creatura da volerla riportare in vita, ma senza compromessi.


VOTO: 7,5/10



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