11 luglio 2017

The War - Il Pianeta delle Scimmie - La recensione

 Di Daniele Ambrosini

The War - Il Pianeta delle Scimmie prende piede 5 anni dopo gli eventi narrati nel precedente Apes Revolution, perciò 15 anni dopo l'inizio del contagio avvenuto a seguito degli eventi de L'Alba del Pianeta delle Scimmie. Questo terzo capitolo conclude definitivamente le vicende di Cesare e delle scimmie, costrette ad una guerra con gli umani voluta da Koba, scimmia ribelle aspirante al potere profondamente convinta che gli umani fossero il male e che per sconfiggerli sarebbe stato lecito usare qualunque mezzo. Ucciso Koba, Cesare ha ripreso il comando ed ora è costretto a combattere una guerra che non aveva intenzione di combattere per garantire la salvezza alla sua specie.
Solo dopo cinque anni dall'inizio di quella guerra l'esercito americano è riuscito a trovare Cesare (Andy Serkins nell'ennesima ottima performance in motion capture), nascosto nella foresta con le sue scimmie. Alla battaglia è dedicata la prima parte del film, battaglia nella quale un perfido colonnello (Woody Harrelson) uccide la moglie ed il figlio maggiore di Cesare, ora costretto ad una vendetta personale per motivi d'onore. Così, mentre il resto delle scimmie si mette in marcia verso il deserto, luogo sicuro e loro prossima casa, Cesare con un gruppo di fedelissimi si mette sulle tracce del colonnello per avere la sua vendetta. La guerra vera e propria, ovviamente, arriva nel finale.

A dirigere è ancora una volta Matt Reeves, già regista del film precedente, questa volta anche autore della sceneggiatura insieme a Mark Bombark. Molti gli elementi messi in gioco in questo terzo capitolo, che ritrae gli istinti più bassi dell'uomo ed il suo innato istinto di sopravvivenza che lo porta a diventare crudele, in contrapposizione al ritratto fatto delle scimmie che è decisamente più lusinghiero ed anzi, risulta molto alleggerito il gioco di luci e di ombre psicologiche che aveva caratterizzato il capitolo precedente, dove Koba rappresentava il male insito nell'apparente superiorità morale delle scimmie. Un nuovo elemento però definisce una zona d'ombra non trascurabile: la paura. La paura è il leitmotiv di molti personaggi secondari in questo film, ma non del fiero Cesare. Tutte queste riflessioni fungono da sottotesto, ovviamente se il film avesse deciso di poggiare unicamente su di esse sarebbe risultato troppo azzardato, perfino pretenzioso, dopotutto si tratta di un film d'azione a metà strada tra il war movie ed il revenge movie con una sezione in stile road movie e, perchè no, anche western. Ciò che non funziona benissimo però sono le dinamiche tra i personaggi, spesso banalizzate o semplificate per fare in modo che siano maggiormente intuitive, senza necessità di costruire un reale background. Tutto è intriso di buoni sentimenti e di emozioni facili, cosa che per esempio era più controllata nei capitoli precedenti. A questo scopo vengono introdotti due nuovi personaggi: una bambina muta (il perchè è fondamentale per l'evoluzione della trama) ed una scimmia sopravvissuta ad uno zoo, quest'ultima decisamente esilarante anche se un po' fuori luogo. 

The War è un capitolo conclusivo abbastanza soddisfacente, ricco di azione e di stupefacenti effetti visivi, comunque non esente da difetti più o meno importanti: il mancato approfondimento delle dinamiche tra i personaggi, alcuni piccoli buchi di trama, lo spaziare tra generi senza soluzione di continuità e l'epilogo scontato fanno sì che il film non sia completamente riuscito. Ci si poteva aspettare un pochino di più, visto le premesse poste nel capitolo precedente, ma anche così The War è un film più che godibile, adatto al desolato periodo estivo.

VOTO: 6,5/10

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