18 agosto 2017

Orphan Black 5x10 "To Right the Wrongs of Many" - La recensione del finale di serie

Di Daniele Ambrosini

Dopo una stagione altalenante e non pienamente soddisfacente, il finale di serie di Orphan Black riesce a convincere a pieno grazie alla sua attenzione ai personaggi che prevale sulla narrazione orizzontale, che viene conclusa nella prima parte dell’episodio. “To Right The Wrongs Of Many” fa del fan service il suo punto di forza,  ripercorrendo idealmente le origini della serie e facendo grande attenzione alla componente emotiva.

Nell’arco della quinta stagione abbiamo visto episodi dedicati a Rachel, Helena e Alison, dove era approfondita la psicologia ed il passato dei personaggi; altri episodi invece non ambivano ad ampliare la conoscenza del pubblico delle protagoniste, ma hanno comunque visto alcuni cloni prevalere sugli altri, per via di una compartimentalizzazione narrativa sempre più evidente, perciò personaggi come Cosima e Sarah nel corso della stagione hanno avuto episodi a loro dedicati ma concentrati solo sul loro presente e non particolarmente rilavanti per la costruzione della loro background story o per la loro psicologia. Se per Cosima le cose sono destinate a rimanere così, gli autori della serie hanno pensato bene che il finale di Orphan Black dovesse tornare ad occuparsi di Sarah, la protagonista originale della serie, colei con cui tutto è iniziato. Così in questo episodio vediamo Sarah in aiuto di Helena, ormai sul punto di partorire, presa in ostaggio al DYAD da Virginia Coady e da Westmoreland, ciarlatano smascherato che ha bisogno delle cellule staminali provenienti dai gemelli di Helena per continuare a vivere.

La prima parte dell’episodio, quella più ricca di azione, prende piede proprio al DYAD e vede Sarah e Art aiutare Helena a partorire e a tenere con sé i suoi gemelli. Si torna a parlare di temi cari alla serie nelle sue prime stagioni, come la responsabilità genetica ed i limiti morali della scienza, pur senza sacrificare la componente più prettamente emotiva. Un parto con Sarah a fare da ostetrica vede alternati flashback di quando c’era lei al posto di Helena, e al suo posto c’era S, morta recentemente senza che la figlia abbia avuto il tempo di piangerla. Si tratta solo del primo inserimento emotivamente rilevante perché dopo 20 minuti carichi di azione e di sangue, c’è uno stacco netto. La Neoluzione era stata sconfitta, sebbene in punta dei piedi, negli episodi precedenti, adesso che è stato sconfitto anche Westmoreland per le sestras si prospetta un futuro tranquillo, o quasi. Infatti una volta abbandonati gli intrighi, la scienza e gli improbabili ma sensazionali colpi di scena, il finale di stagione si concentra interamente sui suoi personaggi, le sue meravigliose protagoniste, e sul loro futuro dopo gli eventi narrati fino a questo momento. C’è una particolare attenzione al futuro di Sarah, personaggio scapestrato e ribelle che vorrebbe mettere i piedi per terra e che dopo essersi assunta tante responsabilità, cosa per lei difficilissima, ha problemi a tornare ad una vita normale. La tranquillità forse non fa per lei. Ed è grazie all’aiuto delle sue sorelle e della sua nuova famiglia che riuscirà a trovare un po’ di stabilità.

A chiudere idealmente la storia del Clone Club ci pensa Helena, diventata una madre premurosa ma grottesca, che decide di raccontare la storia delle sue sorelle in un libro, intitolato per l’appunto “Orphan Black”, che comincia proprio dalla storia di Sarah. Come se tutto quello che abbiamo visto fosse stato progettato da Helena. Un’idea semplice ma efficace che favorisce la quadratura del cerchio.  A conti fatti, non era il finale che molti si sarebbero aspettati, anzi, era lecito pensare che il gran finale di una serie così dedita all’action e ai plot twist sarebbe stato altrettanto energico e spiazzante, invece gli autori hanno trovato la giusta misura per terminare la storia portata avanti nel corso delle stagioni e per rendere omaggio e salutare in modo più che degno tutti i personaggi interpretati da Tatiana Maslany, vero cuore della serie. Viene da chiedersi cosa ne sarà di lei adesso; un talento purissimo e genuino come il suo troverà modo di essere valorizzato allo stesso modo in futuro? Ora come ora possiamo solo dire che quella in Orphan Black è la parte di una vita, che la giovane interprete canadese ha sostenuto benissimo, un’ultima volta in “To Right The Wrongs Of Many” che, ne siamo certi, sarà il suo lasciapassare ai prossimi Emmy.

VOTO: 8,5/10

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