29 settembre 2017

Il cinema secondo Nicolas Winding Refn: L'evoluzione di uno dei più grandi autori contemporanei

Di Pietro Lafiandra

Nel 2016, forse troppo occupata a fischiarlo a Cannes o troppo occupata a definire Nicolas Winding Refn un voyeur, un pervertito, un misogino o un regista povero di pensiero (per parafrasare Mereghetti), parte della critica nostrana ha inspiegabilmente sottovalutato la fascinazione visiva (e quindi erotica) che un film come The Neon Demon avrebbe esercitato non solo sul cinema, ma anche sulla musica e la moda contemporanea. 

L’ultimo film del regista di Copenaghen non ha solo imposto Elle Fanning come una delle sex symbol di Hollywood (forse la più grande, in rapporto alla sua età) e confezionato inquadrature di culto ancor prima che il film fosse distribuito nelle sale, ma ha riassunto e sublimato definitivamente l’estetica al neon che nessun regista come Refn è stato in grado di rappresentare, plasmando la forma dell’epoca contemporanea. 
I riferimenti espliciti della copertina del nuovo album di Katy Perry e del video del singolo "Golden Light" dei Blonde Redhead, dove il neon fa da sfondo ad occhi dipinti sulle o afferrati dalle labbra. Le pubblicità ispirate alla nostalgia dream-pop di Drive. La numerosa serie di registi (Sollima, Kurzel, Chad Staheleski, David Leitch) che hanno prodotto film “Refn alike” come John Wick, Macbeth, la serie tv Gomorra. Le riedizioni in 4k di ZOMBI (Romero) e Terrore nello spazio (Mario Bava) targate “Nicolas Winding Refn presenta”. I più grandi riconoscimenti a NWR (quello che è diventato acronimo e brand del regista) giungono dagli addetti ai lavori, dai colleghi, dalle più grandi personalità della cultura pop e dalle case distributive più che dalla critica.

Elle Fanning in una scena di "The Neon Demon"

E dire che prima di Only God Forgives e The Neon Demon, salvo qualche passaggio a vuoto, il rapporto di Refn con la stampa era stato quasi idilliaco.  Figlio del montatore Anders Refn (storico collaboratore di Lars Von Trier) e della fotografa Vibeke Winding, sin dagli esordi Nicolas sarà considerato alla stregua di un enfant prodige del cinema europeo, firmando a soli ventisei anni un prodotto maturo come il primo capitolo della trilogia di Pusher e questo dopo essere stato cacciato dalla New York Academy of Dramatic Arts e aver abbandonato la Danish Film School di Copenaghen.  Con Bleeder, che vinse il premio Fipresci al Sarajevo Film Festival 2000, nonostante un’accoglienza eterogenea, Refn sembrava aver confermato le sue doti tecniche e uno stile ben definito (con una cinepresa calda e mai giudice delle azioni dei personaggi) lasciando presagire nient’altro che un futuro gratificante. Ma Refn è così, un Icaro nerd che si ostina a volare vicino ad un sole al neon, e il suo più grosso pregio sarà anche la sua maledizione: la smisurata necessità di osare, di osare come osava Lynch o come osavano Bava, Jodorowsky, Dario Argento. Percepiva l’esigenza sovversiva tutta danese di combattere il pudore e il buon gusto uniformato di una classe intellettuale - rappresentata dai suoi genitori - capace di amare solo la Nouvelle Vague. La stessa rappresentazione cinematografica dell’anticristo, a detta del regista.

È dall'amore per il surrealismo, l'onirico, il doppio, che nasce il suo primo film americano: Fear X, una storia di rancore, vendetta e impotenza interpretata da John Turturro, nonché il più grande insuccesso di incassi e critica che Refn ricordi, base, forse, del suo rapporto dicotomico col sistema hollywoodiano: il mondo sberluccicante dal quale Refn è sì affascinato (si veda lo spot per Gucci con Blake Lively, il rapporto di amicizia con Ryan Gosling, l'ambientazione incantata di Los Angeles in Drive) ma del quale non dimentica mai di sottolineare le logiche fallocentriche e disumane, proprio come in The Neon Demon.
Prima di tornare a girare negli Stati Uniti, dove si è recentemente trasferito, Refn dovrà però ritornare alle proprie radici europee e cinematografiche per risollevarsi dalla banca rotta a cui gli incassi di Fear X l’avevano costretto. Deciderà quindi di dare un seguito a Pusher con due capitoli successivi (Blood On My Hands e The Angel of Death) attraverso un processo drammatico capace di mettere in crisi il rapporto con moglie e figli, documentato in Gambler di Phie Ambo, ma che porterà ad una delle trilogie più belle e strazianti della storia del cinema. 
Dopo una parentesi televisiva, sempre obbligata da scelte economiche, e la regia di Miss Marple - Nemesi, trasposizione del romanzo di Agata Christie, Refn otterrà definitiva consacrazione autoriale con Bronson, il capolavoro con il quale prenderà per mano Tom Hardy, accompagnandolo nella sua ascesa ad Hollywood. Un vizio per chi ha lanciato la carriera cinematografica di Mads Mikkelsen (con il quale ha collaborato fino a Valhalla Rising), elevato Elle Fanning al rango di icona e Ryan Gosling ad attore di culto. E proprio attraverso la collaborazione con quest’ultimo Refn raggiungerà l’apice della sua carriera in quanto a riconoscimenti di critica e diffusione dell’opera a livello mainstream. 

Nicolas Winding Refn e Ryan Gosling sul set di "Drive"

Soffermarsi su quello che è stato Drive, con il suo citazionismo e la confezione ultra-pop, per una generazione di cinefili, in maniera forse ammiccante ma innegabilmente attraente, sarebbe superfluo. Più interessante è forse dire che proprio a causa della vittoria della palma d’oro come miglior regia a Cannes 2011 Refn deciderà di stupire di nuovo, di tornare a dividere fans e critica con un film fischiato, bistrattato e demonizzato come Only God Forgives. L’opera tutto-neon dedicata a Jodorowsky e ispirata da Gaspar Noè, tra simbolismi, iper-violenza e una Kristin Scott Thomas “agghindata come Donatella Versace”. 
Come Fear X, Only God Forgives non recupererà i costi di produzione (lievitati a causa della scelta di ambientare il film a Bangkok ) e Refn, nuovamente, sprofonderà in una grossa crisi finanziaria e familiare trascritta con camera a mano in My Life Directed by Nicolas WInding Refn, il documentario diretto da Liv Corfixen, moglie del regista e compagna da oltre vent’anni. 
Oltre al suo conclamato amore per il fashion, è alla luce di queste difficoltà economiche che si possono - e si devono - leggere i numerosi spot pubblicitari a cui Refn tutt’oggi si presta e la presenza sempre più massiccia nel mercato distributivo cinematografico/musicale, con The Neon Demon prodotto, tra gli altri, da Amazon, il colosso che ha rinnovato la partnership anche per la produzione della prima serie tv di NWR, Too Old To Die Young prevista per il 2018 e che, come lascia presagire un teaser che vede un tirannosauro psichedelico contorcersi tra le luci al neon e la cantilena di un narratore fuori campo, non mancherà di suscitare polemiche. 

Buon Compleanno Nicolas Winding Refn!
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