29 settembre 2017

Una donna fantastica - La recensione del film con la rivelazione cilena Daniela Vega

Di Simone Fabriziani

L'impennata del cinema sudamericano degli ultimi anni ha toccato anche i lidi e le montagne impervie del Cile, madrepatria di autentici fuoriclasse della macchina da presa come Pablo Larraìn e Sebastiàn Lelio; quest'ultimo ha improntato la sua carriera cinematografica più recente negli efficaci ritratti e "character study" di Gloria e dell'acclamato Una donna fantastica, vincitore del premio alla sceneggiatura all'ultimo festival di Berlino e in uscita nelle sale italiane il prossimo 19 ottobre distribuito da Lucky Red.

Marina è una giovane cameriera trans che la sera si guadagna da vivere esibendosi come cantante di un piccolo locale dalla dubbia reputazione. Tuttavia, la sua esistenza si complica dopo la morte improvvisa del suo fidanzato, un uomo più grande di lei. L'evento la costringerà a una serie di ostilità da parte delle autorità e della famiglia del suo amato. Ed è proprio attraverso l'incontro/scontro con le ostilità di una società forse non ancora matura nei confronti dei diritti LGBT che la tenace Marina intraprende un viaggio alla scoperta di sé stessa, delle sue possibilità e di tutti gli orizzonti pronta ad oltrepassare i nome dell'amore e della dignità del proprio corpo.


La straordinaria interprete transessuale Daniela Vega è l'anima e il corpo mutevole di un racconto filmico mutevole a sua volta; il viaggio di Marina attraverso l'intricata foresta del pregiudizio e del dileggio verbale, psicologico e fisico è puntellata da un alternarsi di sogno e realtà; "Una donna fantastica" di Sebastiàn Lelio è lo spettro completo del realismo magico che il personaggio di Marina vive e che vorrebbe vivere in nome di un amore perduto troppo improvvisamente e che, a causa dell'indifferenza di una società sudamericana ancora sull'orlo del bigottismo, non le viene concesso di elaborare intimamente e con dignità umana.

Potentissimo ritratto di personaggio e lastra clinica di un paese in largo sviluppo occidentalizzato che ancora lotta con i proprio fantasmi di un passato bigotto e pregiudiziale, Una mujer fantàstica  è il secondo, straordinario film di Lelio proposto dal Cile come rappresentante ai prossimi Oscar. Potrebbe farcela.

VOTO: 8/10


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