8 settembre 2017

Venezia 74: Il colore nascosto delle cose - La recensione del nuovo film di Silvio Soldini

Di Simone Fabriziani

Presentato fuori concorso questa mattina alla Mostra d'arte cinematografica di Venezia 74, Il colore nascosto delle cose è il nuovo film diretto da Silvio Soldini a ben cinque anni di distanza dal tenero Il comandante e la cicogna (2012) e dopo i grandi successi di pubblico e critica di titoli precedenti come Giorni e nuvole (2007) e Pane e tulipani (2000).

A riportare dietro la macchina da presa il regista lombardo un soggetto originale dello stesso Soldini con protagonisti Valeria Golino e Adriano Giannini. Lui pubblicitario infedele e insoddisfatto, lei osteopata cieca, i loro destini si intrecceranno indissolubilmente portando alla nascita di un tenero amore. Un amore che è sempre stato la colonna portante di tutto il cinema di Silvio Soldini, un sentimento incatenante contro ogni convenzione e stigma sociale, inaspettato, travolgente e rivelatorio. Peccato che Il colore nascosto delle cose  non mantenga le promesse di una nuova love story per i nostri tempi inquieti; il film con protagonisti due pur bravi Giannini e Golino verrà con molta probabilità stigmatizzato a causa della disarmante semplicità e convenzionalità con cui Soldini e sceneggiatori affrontato le dinamiche sentimentali della inedita coppia.

A cinque anni di distanza dell'ultima esperienza dietro la macchina da presa Soldini delude, irrita, tedia lo spettatore. La prevedibilità ha raggiunto infine il cinema del regista lombardo, forse ora incapace di saper raccontare con passione ed ironia l'amore ai tempi del nuovo millennio. Fuori concorso (per fortuna) alla Mostra d'arte cinematografica di Venezia 74.

VOTO: 5/10

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