29 settembre 2017

Will & Grace 9x01 "11 Years Later" - La recensione

Di Gabriele La Spina

Quasi come un fulmine a ciel sereno, meno di un anno fa abbiamo visto l'annuncio del ritorno di una delle serie più iconiche degli anni '90. Will & Grace ha in qualche modo rivoluzionato la televisione americana grazie a un livello di scrittura pungente e senza fronzoli. A differenza di serie comedy comprimarie come Friends, si trattava di uno show meno ingenuo e notevolmente maturo. Più vecchi,  ma per niente stanchi: Will, Grace, Karen e Jack tornano sulla NBC, e se in fatto di revival il rischio di fallire è dietro l'angolo, le cose qui sembrano essere differenti.

Qualche ruga in più e qualche capello in meno, non sembrano scalfire gli interpreti storici della serie, la loro comicità è quasi rimasta ibernata nel tempo ed è proprio questa la sensazione che gli autori vogliono comunicarci, bypassando il malinconico finale che ha concluso la serie, quasi bruscamente, nel 2006. Dieci anni dopo la storia si ripete, Will Truman e Grace Adler, ovvero Eric McCormack e Debra Messing, convivono per l'ennesima volta nel loro appartamento di Manhattan, a seguito del divorzio di Grace, mentre Jack e Karen, due immortali Sean Hayes e Megan Mullally, fanno da molesti invasori. I tempi cambiano e le situazioni sono modernizzate, Jack è alle prese con la celebre app per incontri gay Grindr, in un rapito sketch, mentre Grace e Will iniziano uno dei loro tipici testa a testa, una gara di coerenza già vista in passato. A segnalare che il nuovo Will & Grace sarà molto più politico di un tempo, è la Casa Bianca l'ambientazione di questo primo episodio di apertura, mentre Will flirta con un membro del congresso, terribilmente anti ambientalista, Grace mette da parte la sua etica per arredare la stanza ovale, un incarico procuratole da Karen, grande amica e confidente di Melania Trump.

Ma in un'era dall'offerta tanto vasta come la nostra, c'è davvero spazio per il ritorno di uno show che in fin dei conti, nonostante la sfrontatezza e l'audacia dei contenuti, ha ad oggi un vecchio stile? Per gli ideatori David Kohan e Max Mutchnick questo revival, o meglio questo sequel, è una scommessa aperta. Con la sua nona stagione Will & Grace vuole creare una nuova serie, senza tuttavia deludere gli aficionados. Lo scambio di battute è rimasto invariato, le situation sono simili, ma gli elementi nel calderone degli sceneggiatori attualizzati. Vale la pena un ritorno della serie per vedere Grace e Karen impugnare un Cheetos per trovare la colorazione dell'arredo che più si abbini alla carnagione di Trump, così come Jack che svela l'arcano sui membri dei servizi segreti gay. 
I protagonisti di Will & Grace non sono le due giovani cameriere sboccate di 2 Broke Girls, e non la nevrotica banda di nerd di Big Bang Theory, sono dei veri veterani del piccolo schermo, old fashioned e fieri di esserlo. I loro dialoghi sono sfrenati, taglienti, intensificati in 20 minuti dove una gag succede l'altra, facendo riprendere fiato allo spettatore i pochi momenti di dolcezza a cui la serie ci ha abituati, e questo episodio nel suo finale ci ricorda: Will guarda Grace come se non fossero passati più di 10 anni, gli stessi interpreti sembrano trasudare emozione nel girare queste scene, e con gli occhi sembrano dirsi "siamo ancora qui". 
Ma il messaggio più esplicito che gli autori della serie vogliono dare risiede nell'ultimo frame, un cappellino di un rosso sgargiante viene lasciato da Grace sullo schienale della poltrona del presidente Donald Trump: "Make America Gay Again". È un chiaro messaggio che questa serie mancava alla TV americana, e per fortuna è tornata. 

VOTO: 7.5/10
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