18 ottobre 2017

American Horror Story: Cult 7x07 ''Valerie Solanas Died for Your Sins: Scumbag'' - La recensione

Di Edoardo Intonti

Sempre più vicini alla conclusione, Cult non perde l'occasione per mettere inn scena uno dei flashback più interessanti degli ultimi anni, legati alla personalità Valerie Solanas, al quale grossomodo è dedicato tutto l'episodio.
Passano le settimane e ancora una volta American Horror Story: Cult torna a sorprenderci, rinnovandosi nuovamente nell'ottica del discorso dell'assoggettamento delle masse  rispetto ai leader carismatici. Dimostrando una dinamicità superiore agli anni scorsi, troppo legati al concetto-titolo della stagione, Cult non perde occasione di cambiare registro e le carte in tavola, e dopo aver lasciato il filone di Ally e gli attacchi di panico, la gang dei clown assassini, arriviamo dunque al mito di pochi grandi "leader" di assoggettare completamente gli individui attorno a loro portandoli a compiere azioni riprovevoli.
Kai ne è l'esempio perfetto, che dopo aver usato Meadow per raggiungere la popolarità nazionale, sembra essere pronto a passare ad un eventuale piano B, che neanche a dirlo, comprende l'eliminazione di chiunque possa compromettere la sua scalata al potere. In primis la giornalista Beverly Hope, venuta in contatto con una donna misteriosa interpretata da Frances Conroy che la trascinerà in una spirale di follia non troppo lontana da quella del personaggio interpretato da Evan Peters (in questo episodio visto anche nel ruolo di Andy Warhol).
Sono le gesta della femminista Valerie Solanos, interpretata da una Lena Dunham piuttosto convincente, ad ispirare gli ultimi membri femminili del culto, uniche effettivamente sconvolte dal gesto di Meadow (in realtà pianificato da Kai stesso). Sebbene il punto centrale dello SCUM manifesto fosse comprovare che tutti i mali del mondo fossero causati dal genere maschile, l'episodio saggiamente si mette nella condizione di non confermare né negare tale supposizione: in fondo non sono gli uomini il male del mondo, bensì gli individui che gestiscono il potere, che diventano in grado di manipolare il prossimo.
Sebbene la puntata sia meno "horrorifica" del solito, la componente reale o verosimile la rende una delle più disturbanti della stagione in termini psicologici, ma rallenta notevolmente il ritmo della stagione, tant'è che è quasi completamente assente una delel protagoniste, facendo sembrare l'episodio vagamente filler (nonostante la rivelazione finale provi fortemente il contrario).
La trovata di re-introdurre Zodiac (già visto in realtà in AHS Hotel) è un easter-egg piacevole, così come la ricomparsa a sorpresa di Jamie Brewer, guest star a sorpresa per la gioia dei più nostalgici.

Cult si conferma sotto controllo: come annunciato nel promo vedremo Ally tornare a casa e confrontarsi con il dottor Rudy, il cui ruolo all'interno del culto, forse, verrà finalmente svelato.  C'è solo da sperare che anche i successivi episodi mantengano lo standard alto che la serie ha mostrato fino ad oggi (e che non ci siano sospensioni degli episodi in vista della pausa invernale).

VOTO: 8/10






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