28 ottobre 2017

Le migliori performance di Julia Roberts

Di Alfredo Di Domenico

Julia Roberts, il sorriso più bello di Hollywood, icona di stile, attrice pluripremiata, lei si che si può definire una vera e propria icona del nostro tempo. Julia esordisce nel 1987 e basteranno solo una manciata di film prima di imporsi all’attenzione del grande pubblico con Steel Magnolias, e due anni dopo con Pretty Woman, ruolo al quale, ancora oggi a distanza di 30, viene ancora associata e non perché la sua carriera non si sia evoluta o non abbia avuto un percorso notevole, ma semplicemente perché film il film di Marshall  ebbe un così grande successo che è già considerato un classico del cinema moderno.

Quattro candidature agli Oscar, un premio vinto nel 2000, tre Golden Globe, e due candidature agli Emmy ed anche una effimera esperienza teatrale dimostrano che la giovane, forse non proprio ingenua, e frizzante ragazza che civettava con Richard Gere all’ inizio degli anni ’90, oggi è diventata una grande attrice capace di interpretazioni di notevole spessore efficace sia nel drammatico, come spesso ha dimostrato ed eccellente nella commedia, genere di cui è stata la regina indiscussa negli anni ’90. 

Steel Magnolias (1989) 
M' Lynn è in ansia per la figlia Shelby, incinta nonostante il parere contrario dei medici. Quest’ ultima muore  in seguito al di una ischemia muore  lasciando la madre e le sue amiche nel baratro della disperazione. La solidarietà e l’unione tra queste donne sarà l’antidoto per tutte per ricominciare ed andare avanti con la vita. Come il titolo vuol far intendere esse sono come fiori d'acciaio: delicate e fragili ma allo stesso tempo forti e tenaci. Cult assoluto degli anni ’80, un cast a dir poco stellare in cui la meno conosciuta era proprio Julia Roberts, appena al suo quarto film. Il suo è un piccolo ruolo che le da la possibilità di dimostrare la acerbe, ma già notevoli capacità, il suo personaggio appare i  tenero, delicato ma anche determinato e caparbio. Una parte che quasi sembrava perdersi in mezzo ai grandi nomi che componevano il cast ma, alla fine, è l’unica ad uscirne con una nomination agli Oscar, in supporting, e a vincere un Golden Globe.

Pretty Woman (1990)
Edward Lewis (Gere) è uno squalo della finanza. Una sera, a Hollywood, conosce casualmente Vivian Ward (Roberts), una prostituta. Lei ha bisogno di soldi e lui ha bisogno di una donna che lo accompagni nei suoi pranzi di lavoro. È un rapporto puramente commerciale, ma il cuore di pietra di Edward comincia piano piano a sciogliersi. Una vera e propria favola moderna che oggi può già vantare lo status di ‘classico del cinema moderno’. Film semplice, divertente e godibilissimo, una bella storia d’amore che regala emozioni e sorrisi. Julia mette in luce il suo lato frivolo e la sua grandissima capacità di essere una vera e propria mattatrice nelle commedie, genere di cui sarà la regina incontrastata per tutta la decade. Il regista offrì la parte prima a Karen Allen, Meg Ryan, Michelle Pfeiffer, Jennifer Jason Leigh e Valeria Golino e quando tutte le attrici rifiutarono il ruolo, il regista decise di affidare la parte alla allora poco conosciuta Julia Roberts che ottenne una seconda nomination agli Oscar ed il secondo Golden Globe, questa volta come migliore attrice in un film commedia.

Il matrimonio del mio migliore amico (1998)
Per tutti gli anni ’90 Julia si è imposta come una delle prime donne del cinema americano passando dal dramma alla commedia con grande facilità ma è proprio in quest’ultimo genere che lei da il meglio di se e alla fine della decade il suo mito si rinverdisce grazie a questa divertentissima commedia. Ancora una volta un film semplice, composto elegante e divertente dove non manca la giusta dose di emozioni e comicità. Julia riesce sempre ad essere brillante, divertente e credibile nelle sua performance e in questo caso è assolutamente irresistibile. A distanza di anni la Roberts è più in forma che mai e il film da la giusta spinta alla sua carriera per farle ritornare sulla cresta dell’ onda. Per lei solo una candidatura ai Globe.

Erin Brockovich - Forte come la verità (2000)
Se eravamo abituati a vederla nei panni di ingenua donna, un po’ sfigata e nevrotica, nelle commedie che hanno caratterizzato la sua carriera e la sua fortuna negli anni ’90, nel novo millennio troviamo una nuova Julia, completamente diversa da quella che tutti noi ricordavamo. Giovane e bella, ha già due matrimoni falliti alle spalle e tre splendidi figli da crescere senza un aiuto cerca ed ottiene un lavoro in uno studio legale in cui, per caso , si imbatte in una brutta storia di imbrogli  insabbiamenti di un gravissimo caso di avvelenamento delle acque. Combattiva, fiera ed agguerrita, Julia è un uragano di emozioni, non più solo un bel sorriso ma anche uno sguardo capace di commuovere ed una forza disarmante. Una performance davvero sentita e potente che la porta vincere un Oscar come migliore attrice cosi come Il Globe. Il SAG il BAFTA ed il Critic’s Choice, diventando in tal modo la prima donna in assoluto a vincere i cinque più prestigiosi premi con un solo film. 

Closer (2004)
Ci sono attori che riescono a dare il meglio di loro quando dall’altra parte trovano il giusto regista. Questo incontro per Julia è avvenuto nel 2004 con il grande Mike Nichols nel film Closer. Tratto dall'omonima opera teatrale di Patrick Marber il film affronta argomenti come il rapporto di coppia, il sesso, il tradimento, l’amore e l’abbandono. Julia è Hanna, una fotografa americana che vive a Londra,compagna di Larry ma innamorata di Dan, a sua volta fidanzato di Alice. Un efficace intreccio narrativo in un ménage à quatre quasi delirante. Affiancata da un cast eccellente composto da Jude Law, Cliwe Owen e Natalie Portman, ritroviamo una Julia molto più matura sia artisticamente che fisicamente e nonostante ciò ancora magnifica. Nessun premio, nessuna candidatura solo la riprova che anche nel drammatico Julia riesce ad essere incredibilmente efficace, credibile ed eccezionale.

Mangia, Prega, Ama (2010)
Diretto da Ryan Murphy e basato sul libro autobiografico di Elizabeth Gilbert Mangia, prega, ama - Una donna cerca la felicità. Una donna sposata e apparentemente realizzata, improvvisamente si rende conto di non vivere la vita che desidera. Si separa dal marito e parte alla scoperta del mondo e di se stessa. Nel suo viaggio in Italia riscopre il piacere di mangiare; in India arricchisce la sua spiritualità e, inaspettatamente, a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore. Protagonista del film, nel ruolo di Elizabeth Gilbert è  una Julia in stato di grazie, questa volta con un ruolo a metà tra il leggero e l'impegnato, tra comedy e drama. Il percorso di una donna che cerca di riprendere in mano le redini della propria esistenza in un viaggio alla ricerca di se stessa e del segreto della felicità. Un ruolo multi sfaccettato in cui Julia eccelle grazie alla sua sensibilità la sua verve ed il suo grande trasporto. Nomination ai Globe.

I segreti di Osage County (2013)
Basato sulla pièce teatrale di Tracy Letts ‘Agosto, foto di famiglia’ il film di  John Wells porta sullo schermo questo asfissiante dramma familiare con un cast a dir poco stellare. Matriarca di questa famiglia alla deriva è Meryl Streep in stato di grazia e quando c’è lei non ce n’è per nessuno. Per la prima volta Meryl è Julia di trovano sullo schermo insieme ed il risultato è stato incredibile. Julia interpreta la primogenita Barbara, da sempre in constante conflitto con la madre e adesso, in occasione del funerale del padre, vecchie ferite vengono riaperte ed il confronto è inevitabile. Due grandi attrici, due magnifiche interpreti, una testa a testa tra due donne di generazioni diverse. Julia è cresciuta, è maturata e in fondo non ci manca più  la giovane ed ingenua che ammaliava tutti col suo sorriso smagliante, questa Julia è più vera, più autentica e sempre più bella. Quarta candidatura agli Oscar la prima a 13 anni dall’Oscar.

The Normal Heart (2014)
Nuovamente diretta da Ryan Murphy è il primo film per TV per Julia Robert. film è ambientato negli anni Ottanta, quando la malattia ha iniziato a colpire pesantemente la comunità gay di New York, città in cui vive il protagonista, lo scrittore e attivista Ned Weeks (Mark Ruffalo). La Roberts interpreta Emma Brookner, una dottoressa che è tra le prime a studiare attentamente quello che all'epoca veniva definito, in maniera discriminatoria "il cancro dei gay". Un piccolo ma incisivo ed importante ruolo di supporto che le fa guadagnare comunque una candidatura agli Emmy in supporting. Sempre più lontana dalla commedia che l’ha resa famosa i ruoli drammatici continuano ad essere quelli che predilige e sicuramente quelli che le permettono di esprimersi appieno col suo talento.
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