31 ottobre 2017

Roma 2017: The Party - La recensione del nuovo film di Sally Potter

Di Edoardo Intonti

Presentato lo scorso febbraio al Festival di Berlino, arriva in anteprima alla Festa del Cinema di Roma l'ultima pellicola di Sally Potter:  una delle più attente e spietate creazioni della regista londinese, che come per quasi tutti gli altri suoi lavori ne è anche la sceneggiatrice 

Divenuta celebre con l'Orlando, che fece scoprire al mondo Tilda Swinton, Sally Potter è una delle registe più interessanti e sperimentali che siano sulla scena europea al momento, nonostante la tenera età di 68 anni. Cresciuta in un periodo storico e in un clima cultural/politico che hanno indubbiamente contribuito alla sua crescita artistica e alla sua visione cinematografica, rivediamo reminiscenze del suo approccio ateo/anarchico in altre sue pellicole forse meno note (ad esempio in YesGinger & Rosa), oltre che recentemente in The Party. Una festa, appunto, organizzata per festeggiare l'elezione a Ministro del Governo ombra da parte della padrona di casa (Kristin Scott Thomas) una brillante politica di sinistra supportata dal placido marito intellettuale (Timothy Spall).
I due coniugi invitano dunque gli amici più stretti a festeggiare l'evento: otto invitati, che nell'arco di una breve serata saranno costretti, volenti e nolenti,  a dover lavare  i panni propri panni sporchi (segreti o meno) davanti agli occhi di tutti gli invitati. 

Teatrale nelle logiche di una sola ambientazione e della temporalità quasi consecutiva, potrebbe risultare noioso ai più, visto che il genere prevede una certa verbosità, riuscendo comunque a distanziarsi ampiamente dalle logiche statiche del tetro sullo schermo, toccando punti di regia decisamente apprezzabili e per nulla statici, sopratutto dal punto di vista della colonna sonora, elemento dissacrante persistente durante tutti i suoi  70 minuti. I dialoghi, che cercano di eguagliare punti di eccellenza come Carnage di Yasmina Reza o Sei gradi di separazione di John Guarei, scavano abilmente nella psiche dei sette personaggi, mettendo in mostra man mano la loro vera natura,  senza mai risparmiarsi elementi comici e sagaci capaci di in permettere una visione mai sofferta, ma anzi spesso smorzata da qualche risata amara.

I vari personaggi, rappresentano ognuno  il ribaltamento di un'archetipo: Bruno Ganz, il guaritore spiritualista (tedesco) e pacifista; Cillian Murphy, il banchiere cocainomane ma realista, simbolo del neo capitalismo; Cherry Jones: il femminismo delle origini, più pacato è saggio del femminismo moderno, incarnato da  Emily Mortimer, orgogliosa di non aver mai avuto un uomo dentro di sé, ora gravida di tre gemelli; Timothy Spall: l'intellettuale di sinistra terrorizzato dalla morte e presto disposto ad abbandonare gli ideali per i quali si è battuto per anni in cambio della salvezza; Kristin Scott Thomas la donna in carriera, completamente assorbita dalla politica dal suo paese ma ignara di quello che accadeva in casa propria; e infine Patricia Clarkson: avatar, simile anche fisicamente, della stessa regista: l'unico personaggio cinico e senza scheletri nell'armadio, non schierato politicamente e  osservatore per nulla silenzioso delle confessioni degli altri invitati,  in una relazione al limite tra l'amore e l'odio verso la spiritualità del partner.

L'obbiettivo della Potter non è dare delle risposte o schierarsi nei confronti di uno o l'altro degli approcci alla vita dei vari protagonisti: è bello iniziare la pellicola immaginando di simpatizzare naturalmente per un personaggio e il suo punto di vista (o di detestarne un'altro),  per poi scoprirne le lacune e i limiti, pensando forse di mettere in discussione se stessi, vagliando un punto di vista diverso rispetto a quello che siamo abituati ad avere.
Non si tratta della classica pellicola da vedere distrattamente o costruita secondo i classici schemi hollywoodiani,  che grazie a Dio, autori come questi cercano di ignorare, bensì di uno di quei progetti il cui fine risulta  diverso  dal semplice "voler raccontare una storia" (siano essi drammoni sentimentali o biopic) risultando forse vagamente spocchioso ma comunque una delle pellicole più interessanti dell'anno (e che in Italia dovrebbe arrivare a Gennaio 2018).

VOTO: 10/10

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