28 novembre 2017

Da 'The Hours' a 'Westworld': Le migliori performance di Ed Harris

Di Alfredo Di Domenico

Attore, regista, scrittore e produttore e quattro volte candidato all’Oscar, la carriera di Ed Harris è stata, ed è tutt'ora, molto prolifica ed interessante. Ha debuttato alla fine degli anni ’70 e piano piano il suo talento e la sua spiccata personalità, il suo carattere e la sua tempra da duro l hanno reso uno dei ‘caratteristi’ più richiesti e prolifici degli anni ’90.

Come spesso accade essere un bravo attore, avere classe, spessore e temperamento non basta per vincere un Oscar, ma come per tanti altri, anche per Harris ce ne siamo fatti una ragione, in fondo sappiamo tutti quanto sia formidabile nelle sue interpretazione e quanto sia poliedrico sia davanti che dietro la macchina da presa, anche senza una statuetta vinta che attesti la sua bravura.
A proposito di premi Ed ha ricevuto quattro nomination al Premio Oscar: una come miglior attore per il film Pollock e tre come miglior attore non protagonista per i film Apollo 13, The Truman Show e The Hours. Nel 1999 si è aggiudicato il Golden Globe per il miglior attore non protagonista per il film The Truman Show. Come regista ha diretto due lungometraggi Pollock del 2001 e Appaloosa del 2008.

Apollo 13 (1995)
La navicella spaziale "Apollo 13" era partita l'11 aprile 1970 dalla base di Cape Canaveral, diretta verso la Luna e stata danneggiata da un'esplosione avvenuta in orbita  facendo perdere ossigeno, potenza e controllo. Per la prima volta nella storia della conquista dello spazio la vita di tre cosmonauti era in pericolo. Una storia vera  che ha tenuto  Nasa e tutto il mondo con il fiato sospeso. Ed è in direttore di volo Kranz che ha gestito la situazione risolvendola brillantemente. Un ruolo particolarmente duro dove Harris dimostra la sua forza e la sua granitica tempra offrendo una performance di grande impatto e notevole spessore. Nove candidature agli Oscar, tra cui Harris come attore non protagonista.

The Truman show (1998)
Truman Burbank, rappresentante assicurativo, scopre che tutta la sua vita va in onda in tv 24 ore su 24 e tutti quelli che lo circondano sono degli attori che lavorano per il produttore nonché regista Christof. Un film che è quasi un presagio, prima che i reality show diventassero parte del quotidiano e prima che l'ossessione di entrare nel privato diventasse una cosa comune. Ed Harris è Christoph, nel ruolo che più di tutti l ha portato vicino alla conquista dell’ Oscar. Christoph è il regista di questa inquietante opera, una sorta di burattinaio, nulla succede se non per suo volere, un folle con manie di onnipotenza che vorrebbe sentirsi Dio che dall’altro regge e governa le vita degli altri. Magnifico come sempre vince un Golden Globe e finalmente si emancipa da quella condizione di anonimato artistico da cui era riuscito ad uscire solo poche volte in precedenza.

The Hours (2002)
Il film di Daldry è sicuramente uno dei migliori della prima decade degli anni ’00 non solo per l’intreccio narrativo , la stupenda sceneggiatura ma soprattutto per aver riunito sullo stesso set un cast di eccellenti prime donne e di magnifici caratteristi. Ed rientra in questa seconda categoria, il suo è un ruolo cardine, sebbene di supporto, intorno al quale gira la storia. La sua è un’interpretazione sofferta, dolente, anche fisica volendo, l’aspetto decadente, il volto emaciato ed uno sguardo penetrante trasmettono il dolore e l’insofferenza di Richard Brown, scrittore di successo malato di AIDS, verso una vita che non si è rivelata essere molto facile. Dopo tanti ruoli da duro finalmente una parte in cui può mostrare il suo lato più fragile ed umano. Nelle scene in cui compare nel film è sempre accanto a Meryl Streep: quale migliore prova per dimostrare la sua grandezza se non riuscire tenere testa alla più grande attrice vivente? Per questo film ha ottenuto la 4° candidatura agli Oscar.

Pollock ( 2001)
Davanti e dietro la macchina da presa Harris ci racconta la storia del pittore americano Jackson Pollock. Non si limita solo a dirigerlo ma anche ad interpretarlo, lo fa con grande trasporto, molto senso critico, regalando una delle sue migliori interpretazioni della propria carriera. Non solo la sua performance è stata elogiata dalla critica ma anche la sua tecnica da regista, essendo questo il suo Debutto dietro la cinepresa. Il risultato è eccellente, una regia attenta, precisa, forse ancora un po’ acerba ma comunque molto interessante. Ed riceve la prima candidatura come migliore attore e fa ottenere alla bravissima Marcia Gay Harden l’Oscar come attrice non protagonista per l’interpretazione della moglie di Pollock.
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