3 novembre 2017

Roma 2017: Borg/McEnroe - La recensione del film sportivo con Shia LaBoeuf

Di Simone Fabriziani

1980. Lo svedese Björn Borg è uno dei più leggendari tennisti della storia dello sport. Grande icona, Borg ha uno dei suoi più grandi rivali nel giovane e talentuoso statunitense John McEnroe, con cui si contende la vittoria nel grande torneo internazionale di Wimbledon. Entrambi destinati alla leggenda, pagano in realtà prezzi molto alti per essere chi sono. L'iconica rivalità tra i due campioni mondiali di tennis è raccontata con piglio dinamico dal regista Janus Metz, timone di un progetto cinematografico che, anche se all'apparenza non sembra, batte bandiera scandinava.
Borg/McEnroe si inserisce alla perfezione nel tassello del grande palazzo dei biopic sportivi dell'ultimo decennio, celebrandone e allo stesso tempo rubandone gli stilemi e i cliché narrativi e regalando infine al cinema scandinavo contemporaneo un appassionante titolo per il grande schermo capace di competere con i lungometraggi in lingua inglese appartenenti allo stesso genere.

Ad elevare il progetto di Metz da scomodi paragoni con titolo altisonanti più recenti come il Rush  di Ron Howard ci pensano il variegato cast internazionale, capitanato dagli accattivanti ritratti di Bjorn Borg e John McEnroe portati sul grande schermo da Sverrir Gudnason e Shia LaBoeuf, entrambi anima e corpo di una rivalità giocata sulla sottile linea di demarcazione tra l'istintualità e la sregolatezza britannica di McEnroe e la composta e ferree disciplina dello svedese Borg, yin e yang di una chimica imprescindibile che eleva la pellicola sportiva di Metz dall'inevitabile scolasticità e manierismo del genere.
Eppure Borg/McEnroe intrattiene a dovere, emoziona e si tiene debitamente a distanza dalla abbondante retorica di cui molti dei film di stampo sportivo degli ultimi decenni si sono riempiti. E non è poco di certo.
Nel cast, anche la stella internazionale di origine svedese Stellan Skarsgard.

VOTO: 7/10

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