3 novembre 2017

Roma 2017: Logan Lucky - La recensione del nuovo film di Steven Soderbergh

Di Daniele Ambrosini

Logan Lucky è il primo film di Steven Soderbergh pensato per il grande schermo da Effetti Collaterali del 2013, successivamente al quale il regista ha realizzato Dietro i candelabri, un film televisivo per HBO uscito al cinema in tutto il mondo tranne che in America, e la serie in due stagioni The Knick; infatti il regista di Magic Mike ed Erin Brokovich aveva espresso la sua volontà di lasciare il cinema per un po' e di dedicarsi al mondo televisivo, dove gli autori hanno maggiore libertà creativa ed espressiva.

Viene da chiedersi come mai Soderbergh abbia deciso di tornare sui propri passi e realizzare Logan Lucky; sicuramente sarà stato convinto da una sceneggiatura solida e a lui affine, ma il motivo principale di questo ritorno è tutt'altro: nel 2013 aveva dichiarato che il cinema era diventato solo una questione economica in mano ai grandi studios e che il ruolo del regista non era più rilevante, ma Soderbergh è riuscito a realizzare il film senza dover scendere a compromessi, autofinanziandolo. Il regista ha infatti creato un ingegnoso sistema per finanziare Logan Lucky: ha prima venduto i diritti di distribuzione nel mondo e con i soldi guadagnati ha poi realizzato il film, ottenendo così anche il controllo sul materiale pubblicitario e sul montaggio. Si potrebbe perciò dire che dopo una non troppo soddisfacente esperienza televisiva, Soderbergh abbia trovato il modo di tornare in carreggiata al meglio, ed ha deciso di farlo realizzando un film d'intrattenimento per adulti a medio budget, una tipologia di film che con suo grande rammarico sta sparendo a favore di produzioni ad alto budget. Lo scopo di Logan Lucky era perciò quello di rilanciare una maniera di fare cinema. Bisogna però chiedersi: ci è riuscito? Sì e no.

Protagonista del film è Jimmy Logan, padre divorziato dal lavoro precario con alle spalle un passato di delinquenza. Il fratello di Jimmy, Clyde (che ha perso un braccio in Iraq), è convinto che sui Logan ci sia una qualche sorta di maledizione che abbia costellato le loro vite di eventi traumatici e sfortuna. Jimmy non ci ha mai creduto e dopo essere stato licenziato, ormai stanco della sua instabile situazione, decide di organizzare una rapina che potrebbe risollevare lui e la sua famiglia; coinvolge il riluttante fratello, la sorella Mellie ed uno specialista di esplosivi, Joe Bang. Ma Joe è in prigione quindi per poter realizzare il colpo sarà necessario farlo evadere per un paio d'ore e poi reintrodurlo in carcere come se non fosse successo nulla. Jimmy, deciso a non ripetere gli errori del passato, non vuole lasciare niente al caso ed elabora un piano estremamente complesso quanto improbabile. 

Logan Lucky è a tutti gli effetti un heist movie pensato e realizzato per un pubblico generalista, il cui unico scopo è quello di intrattenere e divertire lo spettatore a tutti costi. Infatti i toni da commedia e la trama stravagante e piena di colpi di scena sono i punti forti di un film divertente di buonissima fattura. Ma bisogna constatare come il film di Soderbergh sia comunque fine a sé stesso, improbabile e volutamente familiare. Non c'è niente di originale in Logan Lucky - che percorre lo stesso sentiero già battuto d Soderbergh con la trilogia degli Ocean's - anzi, possiamo dire di trovarci di fronte ad uno dei film più convenzionali dell'anno. Questo curioso esperimento produttivo è una giostra, tutto sommato divertente ma sulla quale non siamo sicuri di voler salire di nuovo. La sceneggiatura di Rebecca Blunt (sulla cui reale identità si è speculato parecchio) è solida e strutturalmente inattaccabile ma così autoreferenziale e poco originale da non risultare del tutto soddisfacente. 

Soderbergh gira con mano sicurissima, quasi andasse con il pilota automatico, ed anche il cast composto da Channing TatumAdam DriverRiley Keough, e da un esilarante Daniel Craig (decisamente il migliore del gruppo) fa un ottimo lavoro nel dare vita all'improbabile banda. L'unico appunto che si può fare al film è proprio quello di essere troppo convenzionale, di dare una continua sensazione di già visto. Se le premesse sono queste e per rilanciare i film d'intrattenimento per adulti a medio budget bisogna passare per operazioni prive di inventiva e di personalità soltanto per poter effettivamente attirare l'attenzione del pubblico, allora c'è qualcosa che non funziona anche al di fuori del sistema degli studios. La delusione sotto questo punto di vista è ancora maggiore se si considera che Soderbergh, autore capace di adottare registri stilistici diversi con grande maestria, dopo averci lasciato con un thriller sofisticato e riuscito come Effetti Collaterali, non è riuscito a fare altrettanto bene con la commedia - genere da lui già affrontato con successo in passato. Soderbergh può e deve fare un pochino di più. Detto questo Logan Lucky resta un film divertente e coinvolgente sebbene incredibilmente convenzionale, è una giostra su cui in fin dei conti siamo contenti di essere saliti, ma per il futuro ci attendiamo le montagne russe da Soderbergh, niente di meno. 

VOTO: 6,5/10


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