6 novembre 2017

Roma 2017: The Place - La recensione del nuovo film di Paolo Genovese

Di Simone Fabriziani
Una serie di personaggi si alternano in un bar. Vanno, vengono e si siedono tutti al tavolo di misterioso uomo che, in cambio di qualcosa, pare possa esaudire ogni desiderio. Da questa premessa allettante nasce The Place, il nuovo atteso film scritto e diretto da Paolo Genovese in uscia nelle nostre sale a partire da giovedì 9 Novembre e film di chiusura della selezione ufficiale dell Festa del Cinema di Roma 2017.
Ispirato alla serie televisiva del 2011 The Booth at the End di produzione statunitense, il nuovo film di Genovese sfrutta la popolarità di critica e pubblico ottenuta due anni fa con l'ottimo Perfetti sconosciuti confezionando un lungometraggio che purtroppo non rende giustizia ai meccanismi di scrittura ben congegnati del suo film precedente, capaci nel 2015 di catturare il plauso e lo stupore del pubblico italiano.

The Place cade nella trappola mortale del non sapersi allontanare dalla fonte originale mantenendo una struttura narrativa velatamente episodica, rinunciando alla regola fondamentale della trasposizione da medium televisivo a quello cinematografico; Genovese rende omaggio al format televisivo originale dimenticandosi però di fornire una sospensione di incredulità necessaria e vitale per il grande schermo. Non basta il gran cast corale capitanato da un granitico e misterioso Valerio Mastandrea per destare lo stupore del pubblico, specialmente italiano.
Nonostante la prevedibilità della narrazione e dei molti fili di trama connessi tra di loro mescolando le vicissitudini dei "clienti" dell'uomo che risolve problemi in un tavolo in fondo al locale, The Place rimane in definitiva un manieristico e poco riuscito esercizio di stile di scrittura per il cinema che tenta di agguantare e saper raccontare grandi temi come la natura benevola o maligna dell'essere umano, la natura stessa dei desideri e della felicità e il prezzo da pagare per ottenerla, trasformandosi però in una storia di discutibile redenzione che non trasmette però segnali di vita sufficienti sulle onde di frequenza dal medium televisivo a quello destinato al grande schermo.

Spiccano su un gran cast tuttavia solido il giovane talento già straordinariamente affermato Alessandro Borghi e la veterana interprete di matrice teatrale Giulia Lazzarini.

VOTO: 5/10


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