28 dicembre 2017

Corpo e anima - La recensione del film vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino 2017

Di Simone Fabriziani

Maria inizia a lavorare in un macello di Budapest come supervisore ma ben presto cominciano a susseguirsi i pettegolezzi sul suo conto. A pranzo sceglie sempre di stare seduta da sola ed è ligia al suo dovere, attenendosi strettamente alle regole. Il suo mondo è fatto di figure e dati impressi nella sua memoria fin dalla prima infanzia. Endre, il suo capo, è un tipo tranquillo. I due lentamente iniziano a conoscersi. Veri spiriti affini, si stupiscono di fare anche gli stessi sogni di notte. Con cautela, tenteranno di far divenire i sogni realtà.

Il caso cinematografico ungherese nell'anno è Corpo e anima, acclamato film scritto e diretto da Ildikò Enyedi vincitore di molti premi prestigiosi, tra cui l'Orso d'Oro al festival di Berlino del 2017 e, più recentemente, l'European Film Award alla miglior attrice. Un'opera quella della regista dell'Est Europa ipnoticamente a cavallo tra sogno e realtà, tra stato di veglia e stati narrativi dall'acuta ispirazione freudiana; Corpo e anima è, a tutti gli effetti, la perfetta comunione tra psicanalisi e grande racconto per parole ed immagini di una fragilità umana che tocca i due straordinari protagonisti del film della Enyedi.


Tutto sommato, la chiave di lettura migliore per la timida storia d'amore e guarigione di Maria e Endre risiede proprio nello spazio onirico dei due spiriti animali che, in forma di cervi in una foresta innevata, entrano in contatto tra di loro, si sfiorano e si capiscono vicendevolmente senza le preoccupazioni della vita reale, quella schiacciata da un passato doloroso e che sembra non lasciare più scampo all'amore e alla compassione; Maria (Alexandra Borbély) e Endre (Géza Morczànyi) sono prigionieri dei propri corpi pieni di dolore e sofferenza, e soltanto il livello spirituale dell'anima si fa a sua volta spazio onirico ma allo stesso tempo straordinariamente reale, corporeo, un luogo del desiderio e della mente che fugge dalle asperità della vita dura e che allo stesso tempo si riconcilia ad essa, grazie al crescente sentimento di tenerezza tra i due protagonisti Un (solo) corpo e una (sola) anima.

Il film ungherese di Ildikò Enyedi arriverà nelle sale italiane il 4 gennaio distribuito da Movies Inspired.

VOTO: 7,5/10

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