21 dicembre 2017

Il ragazzo invisibile - Seconda generazione - La recensione del sequel di Gabriele Salvatores

Di Anna Martignoni

A quattro anni di distanza da Il ragazzo invisibile, uscito nel 2014, Gabriele Salvatores torna con il suo sequel Il ragazzo invisibile - Seconda generazione. Distribuito dalla 01 Distribution, la pellicola uscirà nelle nostre sale il prossimo 4 gennaio. Nel film ritroviamo un cresciuto Ludovico Girardello, Noa Zatta e la partecipazione di Valeria Golino

In questo secondo capitolo, Michele (Girardelli) incontra grandi difficoltà nell'affrontare la vita di tutti i giorni: ha scoperto di possedere dei grandi poteri ma allo stesso tempo è in lotta con se stesso per le ultime parole dette alla madre (Golino), ma anche con chi gli sta intorno: è costretto a fare visita ad uno psicologo tre volte la settimana contro la sua volontà e, come se non bastasse, la ragazza di cui è innamorato sta con un altro. Questa situazione di stallo cambia però quando nella vita di Michele entrano due donne alquanto misteriose, Natasha (Galatea Bellugi) e Yelena (Ksenia Rappoport), le quali coinvolgeranno il protagonista in una missione che ha il sapore di una vendetta...


Il regista di Educazione siberiana e Io non ho paura mette in scena un sequel che, nonostante l'inizio piuttosto lento, riprende ritmo e vivacità dall'entrata in scena delle due donne nella vita del protagonista. Il ragazzo invisibile - Seconda generazione vuole essere da un lato un'interpretazione tutta italiana degli action movies statunitensi, peraltro riuscendoci senza il ricorso ad azioni troppo esagerate o ad effetti speciali molto ricalcati; dall'altro, invece, si propone come un ritratto doppio: quello personale di Michele, il quale dapprima interiorizza tutto il dolore per poi lasciarlo andare -tramite i suoi poteri- verso la fine del film, e quello di famiglia con le due donne che entrano nella cornice. Molto efficaci risultano poi essere i flashback, che ci raccontano episodi toccanti tra il protagonista e sua madre, ma anche le vicende che hanno portato Yelena  e Natasha sul cammino di Michele. Forse è proprio questo uno dei punti forti di tutto il film: il ruolo delle donne forti e indipendenti che compiono delle scelte, siano esse giuste o sbagliate, e il fatto che Michele (o, se vogliamo, lo spettatore che si immedesima in lui) le ammiri e le appoggi. Nella pellicola viene lasciato molto all' interiorizzazione e alla caratterizzazione dei personaggi, cosa che (diciamolo pure) si fa fatica a trovare nei film d'azione sopra citati o negli stessi film italiani degli ultimi tempi. Il ragazzo invisibile - Seconda generazione ha comunque le sue pecche, a partire dalla talvolta lacunosa recitazione del cast, il tono abbastanza pesante dell'inizio e un umorismo a tratti un po' forzato; ma questi sono errori facilmente perdonabili: anzi, è proprio di questo tipo di film -inteso qui come metodo di regia, sceneggiatura e colonna sonora (troviamo tra le canzoni di repertorio quelle di The Who, Pearl Jam, Beach Boys, Linkin Park, nonché le sinfonie di Puccini e Rossini)- di cui il cinema italiano ha urgentemente bisogno; e registi come Gabriele Salvatores fanno ben sperare sullo scenario futuro.

Il ragazzo invisibile - Seconda Generazione è anche un mondo transmediale: il 4 gennaio, infatti, oltre al film usciranno in tutte le librerie e fumetterie il romanzo edito da Salani Editore e la graphic novel edita da Panini Comics.

VOTO: 7/10

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