24 gennaio 2018

Laura Dern verso l'Oscar con 'The Tale': Un visionario ritratto sugli abusi minorili

Di Gabriele La Spina

La recente vittoria di Emmy e Golden Globe, grazie alla miniserie Big Little Lies, potrebbe essere il giusto appiglio per un traguardo come l'Oscar per Laura Dern. Incredibile pensare che un talento tale, figlia d'arte e partecipe al mondo del cinema da diversi decenni, non abbia mai raggiunto. Vincitrice di quattro Golden Globe, è stata nominata solo due volte all'Oscar per Rosa Scompiglio e i suoi amanti (1991) e Wild (2014), ma un dramma di estrema attualità come The Tale sta generando già un insistente buzz dal Sundance Film Festival.

Scritto e diretto da Jennifer Fox, al suo debutto, il film ha come protagonista Jennifer, una giornalista giramondo che vive a New York e gestisce non senza fatica il lavoro e la sua vita privata con il fidanzato Martin. Un giorno, la madre Nettie trova una storia che Jennifer aveva scritto a 13 anni, nella quale si descrive un triangolo sessuale con due coach adulti di nome Bill e G. Rendendosi conto che il racconto è vero, Nettie affronta la figlia. Quando però rilegge le pagine del suo passato, Jennifer scopre dettagli che ricordava in maniera differente. Scossa, decide di rintracciare i due coach.

Si tratta del film più chiacchierato in questi giorni al Sundance, soprattutto perché è in qualche modo un'autobiografia della regista e sceneggiatrice, che ha attinto alla sua esperienza di abusi da bambina, e la Dern rappresenta in questo caso il suo alter ego. Quando la Fox ha iniziato a lavorare alla sua serie di documentari nel 2016, Flying: Confessions of a Free Woman, ha appreso come il suo passato fosse comune in molte altre donne: "Stavo parlando con le donne di tutto il mondo e ho iniziato a sentire la mia storia. Non importava la classe, il colore, la nazionalità, era come se una donna su due avesse una storia come questa". E poi ha aggiunto alla conferenza stampa del film che "questo evento che ho sempre chiamato una relazione, tutto ad un tratto, non era personale, non era individuale, ma in realtà era universale. E fu allora che pensai fosse il momento di fare questo film. È ora di raccontare questa storia". Le scene di molestie e stupro raccontate nella pellicola, acquistano così una maggiore valenza in quanto racconti della stessa vittima. [x]

Un ruolo estremamente impegnativo per Laura Dern, che ha coinvolto irrimediabilmente tutto lo staff sul set, per le scene traumatizzanti ed esplicite, seppur girate nel più delicato dei modi. E se il film è stato la più grande sorpresa del festival finora, accolto con scroscianti applausi e una lunga standing ovation, la performance della Dern è la shining hour della sua carriera.





È il primo ruolo da protagonista per la Dern da Inland Empire di David Lynch, è il primo film legato al movimento #MeToo di questo 2018. I riconoscimenti al Sundance Film Festival non mancheranno indubbiamente, ma con una buona distribuzione dalla sua (A24 calzerebbe perfettamente) la Dern potrebbe essere una forte contendente dei prossimi Oscar come miglior attrice protagonista.
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