27 aprile 2018

Arrivano i Prof - La recensione del nuovo film di Ivan Silvestrini

Di Simone Fabriziani

Per risolvere i problemi nella scuola con il maggior numero di bocciati agli esami di maturità, il Ministero dell'Istruzione si affida a un algoritmo secondo cui per i peggiori studenti occorrono i peggiori professori, giudicati in base ai loro metodi di insegnamento e ai loro programmi didattici. Professori e studenti capiranno però che esiste una possibilità per salvare l'anno scolastico e la loro scuola, obiettivo di una speculazione privata. In arrivo martedì 1 maggio nelle sale italiane, Arrivano i Prof segna il ritorno dietro la macchina da presa di Ivan Silvestrini.
Cresciuto a pane e televisione, Silvestrini si è fatto strada nella giungla dell'entertainment italiano attraverso il mondo della realizzazione di cortometraggi, video musicali e tanta televisione nostrana; sperimentatore di generi e linguaggi, il film in arrivo nelle sale la prossima settimana segue i successo in limited release dello scorso del fumettoso e poco riuscito esperimento "americano" Monolith. Riprendendo temi e suggestioni comiche già affrontate in maniera più pedagogica e tenera in Un bacio, Silvestrini racconta il degrado del sistema educativo italiano contemporaneo attraverso la chiave della commedia per teenager. Centrando il bersaglio soltanto a metà.


Assembrando un cast corale di personalità estratte dal sottobosco della tv, del cinema, del cabaret e della musica (!) odierna, il regista punta alla funzione pedagogica ed educativa del target di pubblico di riferimento sfruttando la popolarità delle note arrabbiate di un inedito Rocco Hunt, la simpatia del mattatore Claudio Bisio e il sex appeal tutto televisivo di Lino Guanciale, ma la trappola della narrazione monocorde e stereotipata è dietro l'angolo. 

Tra numeri musicali rap, amori tra i banchi di scuola e luoghi comuni sull'annoso rapporto professore-studente, Arrivano i Prof semplifica il film originale francese Les Profs del 2013 adattandolo alle convenzioni e alle necessità di un audience dalle poche pretese. Un piccolo tesoro nascosto per i veterani della grande commedia italiana contemporanea è vedere tornare davanti la macchina da presa la comicità gestuale e slapstick di un redivivo Maurizio Nichetti, pesce fuor d'acqua (quasi) muto ed irresistibile.

VOTO: 5/10


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