23 aprile 2018

Loro 1 - La recensione della prima parte del dittico di Paolo Sorrentino con Toni Servillo

Di Simone Fabriziani

Chi sono Loro? Sono quelli che contano, sono i personaggi di una farsa umana arrampicati a degli specchi grotteschi che prostrano l'umanità varia al livello della bestialità, dell'istintualità. Nell'ultimo, inaspettato film di Paolo Sorrentino, l'istinto umano più ferino è quello dell'arrampicata sociale balorda.

Loro 1, prima parte di un dittico cinematografico dedicato alla figura e all'influenza che il politico italiano Silvio Berlusconi ha avuto sugli equilibri, è il film di Paolo Sorrentino che non ti aspetti. Ricalibrato sugli stilemi e sulle espressioni del linguaggio cinematografico usuale del regista napoletano premio Oscar, Loro (come da profetico titolo) ha l'arda impresa di voler raccontare per immagini e situazioni emblematiche le maschere di potere distorte prescindendo dal contesto storico e politico. Affresco dal respiro più corale di quanto non si intendesse inizialmente, Loro 1 si prende anche la briga di giocare con le aspettative del pubblico internazionale, tralasciando il ritratto stereotipato di Silvio Berlusconi (un gigione Toni Servillo) e dando spazio all'attesa per la sua entrata in scena, qui posticipata ad un'ora dall'inizio de lungometraggio dopo una potentissima introduzione a "loro", gli arrampicatori della società, soubrette, prostitute, magnaccia  e politici in declino pronti a tutto pur di arrivare alle grazie di "lui." Sopra Silvio Berlusconi, solo Dio.


Più che un film su Berlusconi, Loro 1 è un film sugli effetti del rivoluzionario politico ed imprenditore italiano, novello self-made man che ha capovolto la mentalità del cittadino qualunque, rendendoci veramente tutti più "berlusconiani". Meno preoccupato delle istanze politiche e più improntato verso una coraggiosa rilettura di cosa significhi veramente essere berlusconiani nell'Italia recente, Loro 1 si discosta giustamente dalla lirica severità de Il divo e dalle allegoriche corrispondenze de La grande bellezza, offrendo al pubblico la riprova definitiva della massima disponibilità di mezzi e creatività del regista campano, privilegiato punto massimo della curva del cinema italiano d'autore. Anche con due grandi Riccardo Scamarcio  e Fabrizio Bentivoglio.
Il film su Silvio Berlusconi che non ti aspetti, per fortuna. In attesa della seconda, forse altrettanto imprevedibile parte in arrivo sui nostri schermi il 10 maggio.

VOTO: 8/10

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