20 agosto 2018

Andrew Garfield: Cinque ruoli per scoprire il talento dell'attore britannico

Di Giuseppe Fadda

Nell'ultimo decennio, Andrew Garfield ha fatto parlare molto di sé. Di madre inglese e padre statunitense, si è formato nel contesto culturalmente stimolante del teatro inglese, diplomandosi nel 2004 presso la Royal Central School of Speech and Drama di Londra. Esordisce al cinema nel 2007 con Leoni per agnelli, al fianco di attori quali Tom Cruise, Meryl Streep e Robert Redford. Da lì, il suo percorso è solo in salita: le sue prestazioni in film come The Social Network di David Fincher gli procurano lodi di critica e numerose candidature a premi importanti, mentre la sua interpretazione in The Amazing Spider-Man di Marc Webb gli conferisce fama internazionale.
Per La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson, riceve nel 2017 la sua prima candidatura agli Oscar. Ma la sua carriera non ha luogo solo sullo schermo: Garfield recita frequentemente anche a teatro, e nel 2018 riceve il prestigioso Tony Award per la sua interpretazione nel celebre dramma Angels in America. In onore del suo 35esimo compleanno, ripercorriamo alcune delle interpretazioni che lo rendono uno degli attori contemporanei più interessanti.

Non lasciarmi (2010)
Basato sull'omonimo romanzo distopico di Kazuo Ishiguro, Non lasciarmi offre a Garfield uno dei suoi primissimi ruoli da protagonista. In quest’opera, in cui è affiancato da Carey Mulligan e Keira Knightley, l’attore interpreta Tommy, un ragazzo destinato, insieme ad altri suoi coetanei, a donare i propri organi in età adulta per permettere al resto della popolazione di vivere più a lungo. L’attore regala un ritratto avvincente e commovente di un giovane che si batte invano contro un destino spietato che la società gli ha imposto. È un’interpretazione un po’ acerba, con certi momenti che non funzionano alla perfezione, ma è comunque indicativa del suo naturale talento drammatico che caratterizzerà i suoi lavori successivi.

Andrew Garfield in "The Social Network"

The Social Network (2010)
Diretto dal grande David Fincher e meravigliosamente sceneggiato da Aaron Sorkin, fu uno dei film più acclamati del 2010, vincendo tre Premi Oscar nella cerimonia del 2011. Garfield ricopre il ruolo di Eduardo Saverin, uno dei co-fondatori di Facebook che, sentendosi tradito, denuncia Mark Zuckerberg quando quest’ultimo riduce drasticamente la sua quota di profitti. È un ruolo psicologicamente complesso, dotato di grande carica emotiva, che Garfield interpreta impeccabilmente, riuscendo a lasciare il segno in un film già ricco di ottime interpretazioni (sono particolarmente notevoli quelle di Jesse Eisenberg e Armie Hammer). La sua interpretazione è stata definita da molti critici come il cuore della storia, e difatti ricevette candidature a numerosi premi tra cui il Golden Globe per il miglior attore non protagonista e il BAFTA nella stessa categoria.

99 Homes (2014)
Film indipendente diretto da Ramin Bahrani, non ottenne un grande successo di pubblico a causa della sua limitata distribuzione (in Italia è uscito direttamente su Netflix e home video senza passare per le sale). Tuttavia, la critica internazionale fu favorevolmente colpita dalle interpretazioni dei suoi due protagonisti, Michael Shannon (candidato al Golden Globe e al SAG) e lo stesso Garfield. Quest’ultimo interpreta un giovane padre di famiglia che, pur di riprendersi la casa da cui è stato sfrattato, comincia a lavorare proprio per l’agente immobiliare responsabile dello sfratto. Si tratta di uno dei primi ruoli veramente maturi per l’attore, che regala un ritratto straziante di un uomo combattuto tra etica e necessità.

Andrew Garfield ne "La battaglia di Hacksaw Ridge"

La battaglia di Hacksaw Ridge (2016)
Malgrado molteplici candidature agli Oscar, La battaglia di Hacksaw Ridge, come molti film di Mel Gibson, è penalizzato da caratterizzazioni semplicistiche e dalla propensione per una violenza gratuita e quasi pulp. Tuttavia, l’interpretazione di Andrew Garfield nel ruolo del soldato pacifista Desmond Doss è senza dubbio degna di nota e meritevole della sua candidatura all’ambito premio. L’attore è molto convincente nel trasmettere la spontaneità e semplicità del personaggio e l’integrità dei suoi ideali. Nelle scene raffiguranti la battaglia, Garfield offre un ritratto emozionante di un uomo disposto a morire piuttosto che rinunciare ai propri valori.

Silence (2016)
Non è un film perfetto, ma è comunque uno dei più sottovalutati sia della carriera di Martin Scorsese che di quella di Andrew Garfield, che proprio qui offre probabilmente la sua miglior interpretazione. L’attore interpreta un prete gesuita, Sebastiao Rodrigues, che parte in Giappone alla ricerca del suo confessore, il quale sembra aver fatto voto di apostasia e quindi rinunciato alla fede cristiana, perseguitata dal governo militare. È un film che nonostante un finale eccessivamente prolungato resta un’intelligente e profonda riflessione sulla fede e sull’oppressione. L’interpretazione di Garfield è un ricco e introspettivo studio del personaggio, e l’attore è semplicemente sensazionale sia nel ritrarre il progressivo deterioramento fisico di Rodrigues che la sua crescente crisi spirituale una volta entrato in contatto con la sanguinaria repressione dei fedeli in Giappone. La sua intensa performance traina l’intero film e l’attore riesce a renderci partecipi di ogni singolo passo del viaggio spirituale del suo personaggio.  
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