29 agosto 2018

Venezia 75: Le reazioni del pubblico e della stampa a 'First Man' di Damien Chazelle

Di Gabriele La Spina

Si aprono le danze al Festival di Venezia con la presentazione di First Man - Il primo uomo, attesissimo nuovo film di Damien Chazelle, che torna ad aprire il festival dopo il trionfo di due anni fa con La La Land, poi grande protagonista della stagione dei premi. Il volto della sua pellicola è ancora una volta Ryan Gosling, che ha stregato il red carpet del festival.

Il film che è stato proiettato oggi per la stampa e per il pubblico, ha diviso i due. La stampa americana sembra apprezzare pienamente il lavoro di Chazelle, che a quanto pare non sembra lo stesso regista dei suoi precedenti lavori, mentre il pubblico non viene conquistato del tutto.

Tra le prime pubblicazioni dopo l'embargo obbligatorio, novità di quest'anno del festival, quella di The Playlist, che dà al film un ottimo B+ , definendo First Man "un'opera epica e immacolata, dal vecchio stile", lo definisce tuttavia come il film più anonimo dell'autore, privo della fantasia e dei colori sgargianti di La La Land, ma questo è anche ciò che lo rende grandioso. Inoltre le critiche vengono mosse alla sceneggiatura dove la storia ha "un approccio piuttosto superficiale ai personaggi di supporto", il cast è infatti eccellente nonostante il minutaggio di ognuno sembra troncato, dando invece maggiormente spazio a Ryan Gosling. The Playlist premia comunque il film per il suo racconto di una storia di sacrificio, piuttosto che sul patriottismo come ci si aspetterebbe. [x]

The Film Stage definisce invece il film come maestoso e tremendamente tragico, "con Gosling che offre una performance straordinaria e sottintesa come un introverso uomo ordinario di poche parole con inaspettati scorci di umorismo secco e affetto". Per loro è un A-. [x] L'inglese The Telegraph dà al film 4 stelle su 5, definendolo il perfetto film d'apertura per Venezia, lo stesso voto è quello di The Guardian che "Chazelle racconta la storia di Armstrong con certezza e brio".

Tra le più importanti testate americane. Variety  dice che "Chazelle orchestra uno stato d'animo originale di avventura intriso di ansia", secondo la rivista il film non cade nei cliché dei biopic standard, non si dilunga sulle drammatizzazioni politiche, "rispecchia il vantaggio di Armstrong come leale soldato spaziale americano, qualunque cosa accada accada". La performance di Gosling viene definita come avvincente, e i plausi sono anche a Claire Foy che "interpreta Jan come qualcuno che voleva solo una vita normale, ma ora indossa una maschera di dolore. Mentre il film prosegue, la performance della Foy cresce con la forza del nervosismo, e ci rendiamo conto che il fardello di Jan non è solo la sua paura. Il suo compito è quello di provare le emozioni che suo marito nasconde".[x] Anche The Hollywood Reporter si pronuncia affascinato dalla performance della Foy, e definisce che il film di Chazelle realizza un ritratto sobrio, con tensione viscerale e scene di suspense, e straordinarie capacità tecniche.

Per First Man è un trionfo nella stampa americana, che lo proietta di diritto verso i prossimi Oscar. A questo punto appaiono scontate le nomination al film, la regista Chazelle e ai due protagonisti Gosling e Foy. Meno calda l'accoglienza del pubblico al Lido, almeno in parte, che lamenta della prevedibilità della pellicola e della povertà della sceneggiatura; tuttavia la maggior parte resta conquistato dal lavoro di Chazelle.


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