5 settembre 2018

Dark Crimes - La recensione del thriller con protagonista Jim Carrey

Di Dario Ghezzi

Tadek è un poliziotto polacco caduto in disgrazia. I suoi superiori lo hanno declassato in mansioni d’ufficio oltremodo noiose e l’uomo trascorre la sua vita in modo noioso e senza stimoli, con una moglie e una figlia con cui manca un vero e proprio dialogo. Tadek, tra una pausa e l’altra del lavoro, dimostra di essere ancora ossessionato da un vecchio caso e cioè la morte di un giovane avvenuta alcuni anni prima. L’uomo si imbatte nella lettera di un romanzo scritto da un autore molto famoso e in ascesa che somiglia proprio alla confessione dell’omicidio su cui sta investigando, con tanto di particolari. Da questo momento, la volontà di inchiodare il diabolico assassino diventa l’unica ragione di vita di Tadek. 

Questa è la trama del film Dark Crimes diretto dal regista Alexandros Avranas con protagonista assoluto Jim Carrey, in una veste drammatica esplorata dall’attore solo in altre poche pellicole. L’attore interpreta lo smarrimento, il dramma interiore e le ossessioni di Tadek nel miglior modo possibile. Cerca di mostrare i turbamenti dell’animo del protagonista ma deve scontrarsi con una sceneggiatura debole e disarticolata che rende il film straniante. Infatti, la pellicola è intervallata da scene di personaggi secondari che mancano di pathos, di struttura narrativa e di caratterizzazione. Anche la stessa Charlotte Gainsbourg, che nel film è la compagna dello scrittore-assassino, è appiattita da una narrazione non particolarmente brillante e solo nella scena finale del film restituisce le emozioni a cui ha abituato lo spettatore in questi anni di carriera e dopo numerose opere di successo (da attrice feticcio di Lars Von Trier). 

Dark Crimes sembra instillarsi nel filone dei b movie polizieschi, mentre risulta abbastanza particolare l’ambientazione polacca con i suoi colori freddi e cupi. Stupisce la scelta di Carrey di prendere parte a un progetto non particolarmente brillante, dove si alternano dialoghi scadenti e prosaici e scene in solitaria di un Tadek nell’atto dell’investigazione. Per tutta la pellicola ci aspettiamo un colpo di scena, qualcosa che possa davvero ravvivare la narrazione e l’atmosfera e dare una sferzata decisiva alla storia. Cosa che non accade o che, forse, avviene troppo tardi.

In conclusione, Dark Crimes è sicuramente una pellicola trascurabile e lo dimostra il fatto che sia stata chiusa nel cassetto per due anni prima di venir distribuita. 

VOTO: 4/10

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