10 settembre 2018

L'influenza della musica pop nel cinema del 2018

Di Gabriele La Spina

Non è inusuale che vi siano anni in cui le produzioni cinematografiche hollywoodiane siano investite da una sorta di trend per le tematiche; ci sono stati anni in cui le sale cinematografiche sono state più del solito riempite con film di carattere biografico e più nello specifico film a tematica LGBT+; il 2018 è senza alcun dubbio l'anno della musica, non estesa semplicemente alle biografie di celebri artisti del panorama musicale americano, ma al racconto di storie riguardanti la realtà musicale, e personaggi appartenenti a essa.

Non si tratta del ritorno del musical, un revival che sembrava potesse partire dal successo di La La Land nel 2016, ma uno specchio, a volte positivo altre negativo, dell'industria musicale americana e di ciò che essa genera. Basta il confronto tra due pellicole, tra le più discusse dell'ultima edizione del Festival di Venezia; ovvero A Star Is Born, debutto alla regia di Bradley Cooper e primo ruolo di spicco per la cantante ora attrice Lady Gaga, e Vox Lux, follow-up di L'infanzia di un capo, per il regista Brady Corbet con Natalie Portman, attrice che si cimenta nel canto. Non solo un procedimento artistico opposto per le due protagoniste; Vox Lux è una critica, definibile feroce, nei confronti dell'industria del pop, che fin dalle musiche rappresentate vuole rifiutare in modo categorico, mentre A Star Is Born, quinto remake di una storia hollywoodiana che rende quello di Cooper a tutti gli effetti un revival, dopo i rifacimenti successivi al 1932, nel 1937, 1954 e 1976; che incentrato su una love story, in modo malinconico racconta come l'industria musicale generi e distrugga miti.

Bradley Cooper e Lady Gaga in una scena di "A Star Is Born".

Il caso di Lady Gaga inoltre, che raccoglie il testimone di icone dell'intrattenimento che prima di lei si sono cimentate nel ruolo della protagonista di questo racconto, come Judy Garland e Barbra Streisand; è anche quello di una forte tendenza di cantanti accolte dal cinema. Già in passato, da Cher a Beyoncé, icone della musica si sono cimentate nel mestiere, alcune arrivando anche alla vittoria dell'Oscar, il caso più recente è quello di Jennifer Hudson per Dreamgirls, mentre arrivata alla sola nomination Mary J. Blige per Mudbound. Ma mai come oggi la tendenza è tanto abbracciata, e con risultati brillanti come nel caso di Lady Gaga, ampiamente apprezzata dalla critica americana. Non ci stupiamo dunque se tra le prossime produzioni hollywoodiane vedremo cantanti come Taylor Swift, protagonista dell'adattamento del musical Cats di Andrew Lloyd Webber, oppure Camila Cabello nei panni della Maria di West Side Story, nel remake di Steven Spielberg.

Da meno non è il panorama del cinema indipendente, visto che finora i titoli trattati sono stati di major americane, e anche in questo caso la figura del musicista viene vista con una sorta di alone negativo. Her Smell, che racconta di una star di musica rock-punk, che arriva a una spirale di autodistruzione, in lotta con la sua sobrietà; e Teen Spirit su un'adolescente in lotta nello spietato mondo dei talent show; interpreti differenti, agli antipodi, Elisabeth Moss ed Elle Fanning, nei rispettivi film, ognuna in una realtà differente a seconda del genere e dell'ambiente musicale. 

La musica pop rappresenta dunque una realtà predominante nell'ambiente artistico americano, anche se è sempre confluita nel cinema e viceversa, ma stavolta ad opera di autori desiderosi di raccontare una realtà, il più delle volte negativa, e di raccontare quelle storie che fanno irrimediabilmente parte della cultura moderna. La realtà della musica desterà sempre fascino nei confronti dei registi, così come la tematica rappresenterà sempre un banco di prova fondamentale per attori o cantanti, capaci di dimostrare la propria valenza creativa in entrambi i campi. Ma in fin dei conti, si tratta di storie di umanità, sogni, dipendenze, personalità fragili, a volte manipolate, altre illuse, una testimonianza alternativa degli sbagli della nostra società contemporanea; soltanto che stavolta a salvare ogni cosa vi è la musica, e la sua magia immortale.
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