10 settembre 2018

Oscar 2019, la sfida è tra 'Roma' e 'A Star Is Born'?

Di Simone Fabriziani

Dopo la straordinaria accoglienza presso la Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia 75 (e un Leone d'oro) e presso il festival nordamericano di Telluride, sembra che le chance di rivedere candidato Roma di Alfonso Cuaròn in svariate categorie ai prossimi Academy Awards sia una realistica possibilità.
Ma a poter fare lo sgambetto nella categoria principale potrebbe esserci, inizialmente un po a sorpresa, A Star Is Born, debutto alla regia per l'attore Bradley Cooper nel quarto remake dalla classica storia hollywoodiana portata sul grande schermo in passato da dive come la indimenticabile Barbra Streisand, qui sostituita da una convincente Lady Gaga. Dopo la presentazione in anteprima mondiale a Venezia 75 e l'accoglienza da standing ovation al festival canadese di Toronto, le chance sono di quelle dell grandi occasioni, fregiatosi per ora del plauso unanime e omogeneo di pubblico e critica statunitense.

Roma (Alfonso Cuaròn)
A favore: ha messo d'accordo veramente tutti, critica e pubblico; vincite unanime del Leone d'oro a Venezia 75, sembra voler continuare la tradizione di grandi titoli internazionali scritti e diretti da cineasti messicani (e prima e dopo di Cuaròn anche Guillermo del Toro e la doppietta di Alejandro G. Inarritu) che riescono a sbancare all'Academy. La firma di Alfonso Cuaròn è una garanzia assoluta di pioggia di nomination.
A sfavore: la discussa distribuzione di Netflix e la lingua straniera in cui è recitato il film potrebbero essere un forte deterrente nei confronti di una possibile vittoria per la statuetta maggiore; siamo sicuri che la maggior parte dei membri dell'Academy sceglieranno unanimemente quello che potrebbe diventare il primo lungometraggio non in lingua inglese a vincere l'Oscar?

A Star Is Born (Bradley Cooper)
A favore: Lodi omogenee sia da parte della stampa internazionale che del pubblico di Venezia e Toronto; prima regia cinematografica per Bradley Cooper, alla quarta candidatura ancora senza statuetta, qui accompagnato da una sorprendente Lady Gaga, vera e propria star assoluta dello show business americano. Il film è inoltre il remake ad oggi più acclamato della classica storia di ascesa al successo che ha debuttato per la prima volta sul grande schermo, con lo stesso titolo, negli anni '30.
A sfavore: Lady Gaga agli occhi dell'industria hollywoodiana non infonde certo confidenza sul piano attoriale, e la storia sentimentale che incornicia il remake diretto da Cooper potrebbe essere già acqua passata alla fine dell'anno.

Per i numerosi titoli in lotta per un posto nella categoria più importante degli Academy Awards vi rimandiamo alle nostre predizioni di redazione a partire dalla prossima settimana post festival di Toronto.
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