2 settembre 2018

Venezia 75: The Sisters Brothers - La recensione del film di Jacques Audiard con Jake Gyllenhaal e Joaquin Phoenix

Di Massimo Vozza

Oggi in concorso a Venezia 75 il debutto in lingua inglese del parigino Jacques Audiard (Un sapore di ruggine e ossa, Dheepan) che azzarda approcciandosi a un genere tipicamente statunitense: il western. The Sisters Brothers è la storia di Eli (John C. Reilly) e Charlie (Joaquin Phoenix), fratelli dal carattere sostanzialmente diverso e cacciatori di taglie nel selvaggio west.
Dopo che la missione affidatagli prende una piega inaspettata, l’avventura si trasforma in un confronto sulle loro differenze, sul passato condiviso e sulla volontà di voler prendere strade separate in futuro.

Adattamento cinematografico del romanzo "Arrivano i Sister di deWitt", il film presenta molte delle caratteristiche narrative del genere, come la caccia all’oro e la vendetta, che vengono però in parte tradite: la fratellanza, nel bene e nel male, è il tema centrale e il resto è una scusa per portare avanti, con leggerezza ma mai superficialità, le esistenze dei protagonisti. Il tema coinvolge anche gli altri due personaggi interpretati da Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed (Rogue One: A Star Wars Story), la cui storyline ha, per contrasto, una maggiore cupezza che coinvolgerà in parte anche gli altri due; il film però resta soprattutto una commedia, l’unico vero elemento dal sapore francese (la sceneggiatura è dello stesso Audiard), anche se in un primo momento stenta a decollare.


Phoenix e Reilly convincono sia nei momenti più drammatici che nelle gag; le più riuscite sono quelle legate alla modernizzazione: che ci crediate o no, riderete di gusto durante un lavaggio dentale con lo spazzolino o quando verrà scoperta  la funzione dello scarico del water.

Dal punto di vista registico, Audiard sembra non voler rischiare eccessivamente: ogni comparto tecnico è al servizio del genere e riesce nel suo intento senza mai spiccare particolarmente, perfino le musiche del premio Oscar di Alexandre Desplat e i costumi della nostra pluripremiata Milena Canonero. A riconferma del non voler uscire dal canone, la scelta di girare l’opera in Spagna, soprattutto ad Almería, scelta molto comune per i film western del passato.

Nonostante quindi una comicità tendenzialmente europea, The Sisters Brothers è un film vicinissimo al cinema americano con un buon potenziale commerciale. È una storia di uomini (anche se, come ci ricorda il finale, prima o poi il confronto con la donna deve avvenire anche per i più duri), che diverte, tenta di commuovere, e, tutto sommato, funziona pur senza mostrare nulla di veramente nuovo.

VOTO: 7/10

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