19.10.18

Oscar, ecco perché 'Green Book' potrebbe fare lo sgambetto ai possibili rivali

Di Simone Fabriziani

A metà ottobre, e con ancora più di un mese all'inizio della valanga inevitabile di premi e candidature della critica statunitense, sembra già apparentemente facile dichiarare il primo frontrunner della stagione in corsa verso il maggior numero di Oscar maggiori: il campione di incassi e di unanimi lodi di pubblico e critica A Star Is Born.
Eppure, sarà difficoltoso per il film scritto, diretto, prodotto ed interpretato dal candidato alla statuetta Bradley Cooper mantenere la pole position di favorito assoluto verso gli Academy Awards fino alla fine dell'anno e ben oltre il limitare della fine del mese di gennaio 2019, quando verranno poi svelare le cinquine delle nomination agli Oscar. Se non il colosso del box-office con Bradley Cooper e Lady Gaga, quale titolo potrebbe beneficiarne in orizzonte Academy durante la awards season inoltrata?
Puntiamo i nostri primi istinti su Green Book, co-scritto e diretto da un insospettabile Peter Farrelly.

Vincitore del People's Choice Award all'ultimo Toronto International Film Festival, Green Book si candida già a diventare il lungometraggio crowdpleaser della stagione; con la vittoria inattesa al festival canadese si aggiungerebbe ad una lunga e recente lista di film come The Millionaire, Il discorso del re e 12 anni schiavo che hanno poi bissato con una valanga di candidature all'Oscar e con la statuetta al miglior film. Il lungometraggio con protagonisti due attori in stato di grazia come Viggo Mortensen e Mahershala Ali è già la priorità numero uno per la Universal Pictures in termini di campagna premi in vista della imminente awards season, soprattutto dopo il primo weekend al box office Usa non esaltante per First Man - Il primo uomo, titolo di punta per la casa di distribuzione americana. Film capace di intrattenere con eleganza ed intelligenza lo spettatore proponendo anche un nuovo punto di vista verso la delicata tematica del razzismo nell'America di ieri ed oggi, Green Book è il film che vi consigliamo di tenere d'occhio per il premio maggiore, qualora l'ultima opera dietro la macchina da presa di Peter Farrelly dovesse ottenere le candidature più importanti. Dal 7 febbraio nelle sale italiane.

La vera storia di Tony Lip, un buttafuori italo-americano che nel 1962 viene ingaggiato per portare Don Shirley, uno dei pianisti jazz più famosi del mondo, da New York sino al profondo sud degli USA per un tour di concerti. Nell'epoca precedente all'affermazione dei diritti civili, l'afroamericano Shirley deve difendersi dal razzismo e dai pericoli a esso connessi. I due si ritroveranno inaspettatamente a stringere un inaspettato legame, aprendo entrambi gli occhi sulla realtà e sul mondo in cui vivono.