23.10.18

Roma 2018: Boy Erased - Vite cancellate - La recensione del film di Joel Edgerton con Lucas Hedges e Nicole Kidman

Di Daniele Ambrosini

Jared, 19 anni, decide di fare coming out con i suoi genitori poco dopo aver iniziato il college. Il padre, un pastore battista, decide di chiedere consiglio ad altri uomini di chiesa sul da farsi, e vista la manifesta incompatibilità con i propri principi morali mette suo figlio davanti ad una scelta drastica: cambiare o andarsene. Marshall e Nancy vogliono solo il meglio per il loro Jared e sono davvero convinti che lui possa affrontare il "problema" e tornare sulla retta via per diventare la versione migliore di sè stesso, quella che loro vorrebbero.
Non c'è mai astio o cattiveria nelle loro parole, i due genitori vedono la cosa come un piccolo incidente di percorso da superare insieme, offrendo al figlio il loro amore ed il loro supporto, e così per paura di deluderli Jared accetta di partecipare ad una terapia di conversione. L'amorevole madre lo accompagnerà fuori città per quello che dovrebbe essere solo un seminario introduttivo di 12 giorni, chiamato "amore in azione". Qui incontrerà Padre Victor Sykes e sarà sottoposto a delle prove estremamente stressanti delle quali non sarà autorizzato a parlare con nessuno che hanno lo scopo di analizzare il suo passato alla ricerca delle cause della sua omosessualità e, ovviamente, di convertirlo. "Fingi finché non riesci" diventa il suo mantra.

Jared non è da subito convinto del suo orientamento sessuale, la sua è una scoperta lenta e faticosa ed il coming out è quasi un'ammissione di colpevolezza. Jared sa quanto i suoi genitori tengano a lui e questo lo ha portato a credere che sappiano cosa sia meglio fare e che il cambiamento sia l'unica soluzione. Jared è un personaggio interessante, stratificato, la cui natura emerge poco a poco nel corso del film. Una serie di flashback ci mostra cosa lo ha portato ad "amore in azione", scopriamo così che il suo è stato un percorso particolarmente insolito e complesso.

Lucas Hedges è, come al solito, molto convincente nel ruolo del protagonista. La sua è una performance in evoluzione: sottomessa e minimalista nella prima metà del film, urlata ed energica nella parte finale.  Attorno a lui ruotano dei riusciti personaggi secondari che, pur avendo quasi tutti solo una manciata di scene a testa riescono sempre a lasciare il segno, interpretati da Joel Edgerton, nei panni dell'improvvisato terapeuta, Joe Alwyn, Xavier DolanTroye Sivan che firma anche il brano originale "Revelation" che traina una delle scene più emotivamente coinvolgenti del film (sua anche la canzone nella prima, dolcissima scena). I due ruoli secondari più rilevanti, però, sono quelli dei genitori di Jared, interpretati da un ritrovato Russell Crowe e da un'eccezionale Nicole Kidman. Se al primo è destinato un personaggio monolitico e apparentemente privo di evoluzione, alla Kidman è invece riservato un personaggio dal percorso ben delineato, e quasi scontato, elevato, però, dalla capacità dell'attrice australiana di toccare tutte le corde emotive giuste al momento giusto. Siamo di fronte ad un modello di madre già visto in passato - e non è la prima volta che la Kidman è relegata ad un ruolo materno secondario e archetipico - ma che inserito in questo contesto narrativo assume una forza tutta nuova.


Joel Edgerton scrive una sceneggiatura nel complesso buona, con dei dialoghi molto riusciti ed un'attenzione alla caratterizzazione dei personaggi non indifferente, che però si appoggia con troppa sicurezza ad una fin troppo schematica struttura episodica, scandita da una serie di flashback ed un pesante e moraleggiante flashforward finale, che non permette al film di andare al di là della propria componente biografica. Registicamente, invece, Edgerton mette in mostra lo stesso identico registro stilistico che avevamo osservato nel suo film precedente, Regali da uno sconosciuto - The Gift, improntato ad una elegante semplicità. E di The Gift mantiene anche un po' le atmosfere,  infatti Edgerton imprime al suo nuovo film un leggero e quasi impercettibile tono da thriller, costruisce la tensione attraverso piccoli gesti e leggeri movimenti di camera. Potremmo dire che Edgerton trasporta nel suo dramma familiare un turbamento diverso da quello emotivo insito nella storia narrata, ma più propriamente cinematografico, che arricchisce la pellicola di pathos drammatico.  Forse troppo. Anche per questo, Boy Erased adotta una fotografia desaturata che aumenta enormemente l'effetto drammatico delle immagini. Forse troppo.

Trattando lo stesso argomento, è impossibile evitare il confronto con The Miseducation of Cameron Post, film con il quale l'opera di Edgerton ha numerose assonanze. L'impianto narrativo dei due film è molto simile e gli eventi si susseguono quasi nello stesso inevitabile ordine, come se in un solo anno si fosse già codificato il modo di raccontare una realtà fino allo scorso anno del tutto ignorata in campo cinematografico. Il film di Desiree Akhavan non temeva di inserire un po' di leggerezza e lavorare per bilanciare equamente i toni nel corso del film, mentre invece Edgerton realizza un'opera fortemente drammatica, buia, come se quello fosse l'unico modo per fare prendere coscienza del problema, quasi come fosse mosso da un intento politico dettato dalla necessità di rendere giustizia ad una storia vera, compito che la Akhavan fortunatamente non aveva. Ad esemplificare le differenze tra i due film bastano i loro finali, che presentano due concezioni di happy ending del tutto diverse: uno legato alla fantasia e alle possibilità narrative, l'altro, invece, ancorato ad un realismo positivista francamente un po' scontato. Insomma, Boy Erased non esce particolarmente bene dal confronto con Cameron Post.

Limitato dalla forte, forse eccessiva, carica drammatica e dal pesante onere di dover tener fede alla fonte biografica, Boy Erased è comunque un film riuscito. Forse non eccellente, forse troppo convenzionale, ma comunque un film complessivamente convincente grazie al quale Joel Edgerton si conferma un regista interessante, pur avendo ancora molto da dimostrare. 

VOTO: 7/10