Addio a Nicolas Roeg, il regista dei cult ‘L’uomo che cadde sulla Terra’ e ‘Chi ha paura delle streghe?’

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Di Gabriele La Spina

Un altro nome di culto del cinema se ne va. Si è spento venerdì il regista inglese Nicolas Roeg, all’età di 90 anni; tre volte nominato ai BAFTA, raggiunse la sua massima fama negli anni ’70, dopo il suo esordio registico con Sadismo, e poi il successo con A Venezia… un dicembre rosso shocking. Già dagli anni ’50 aveva fatto gavetta lavorando dietro le quinte, come assistente e operatore.

Nel 1976 dirige la star della musica David BowieL’uomo che cadde sulla Terra film fantascientifico destinato a divenire il secondo cult di Roeg, adattamento del romanzo di Walter Tevis dove Bowie interpretava un alieno. Passerà qualche anno prima che Roeg torni alla regia, e sarà il 1980 quando sfornerà un altro titolo apprezzato dalla critica, Il lenzuolo viola, il thriller-mystery è ancora una volta il territorio di Roeg, che dirige nuovamente un cantante: Art Garfunkel, sullo sfondo di Vienna. Alla fine degli anni ’80 si concede però un dramma melò, con l’adattamento del classico di Tennessee Williams per il piccolo schermo, La dolce ala della giovinezza, l’occasione gli permette però la direzione dell’interprete leggendaria Elizabeth Taylor. Un anno dopo, torna però al cinema, è il 1981 quando dà vita a Chi ha paura delle streghe?, adattamento del romanzo di Roald Dahl, con Anjelica Huston, da cui Robert Zemeckis farà presto un remake. 
Negli anni ’90 dirige un altro adattamento per il piccolo schermo, quello del romanzo Cuore di tenebra, di Conrad, e al cinema del romanzo di Stephen Dobyns, Morti oscure. Il suo ultimo lavoro risale al 2007, Puffball fantasy poco apprezzato, ultimo film di finzione di Roeg, nel 2014, collabora tuttavia al documentario The Film That Buys the Cinema.


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