Il Golden Globe vinto agli inizi del mese di gennaio è stato di portata storica: era dal 1999 che un’interprete di origine brasiliana non veniva candidata alla statuetta della Hollywood Foreign Press Association, dai tempi della straordinaria Fernanda Montenegro e del bellissimo Central do Brasil.
Ventisei anni dopo, è la figlia Fernanda Torres a riscattare quella statuetta mancata, con un Golden Globe per la miglior attrice drammatica che ha fatto la storia grazie al pluripremiato Io sono ancora qui di Walter Salles. Ancora una volta, lo stesso regista che più di venti anni fa aveva aiutato la Montenegro a ricevere una meritata candidatura all’Oscar (riconoscimento andato poi in quella edizione a Gwyneth Paltrow per Shakespeare in Love), che qui sembra chiudere un cerchio con la figlia interprete cinematografica, in un lungometraggio interamente realizzato in Brasile che è stato candidato a 3 Oscar storici.

Difatti, Io sono ancora qui è la prima pellicola di produzione e lingua brasiliana a ricevere la candidatura al miglior film (in assoluto, è però City of God di Fernando Meirelles il film in lingua portoghese più nominato dall’Academy, con 4 candidature nel 2004), un vantaggio che porta Fernanda Torres in vetta al podio delle probabili attrici che si aggiudicheranno l’Oscar, vista la nomination del tutto inaspettata del film di Salles nella categoria del Best Picture. Questo significa che la prossima domenica 2 marzo l’attrice sudamericana ritirerà la storia statuetta per il suo Paese? Fermi tutti.

Nonostante le 3 candidature di grande portata (segno di una crescente affezione verso il film di Salles da parte di molti membri dell’Academy) e il Golden Globe vinto, Fernanda Torres ha in verità molti ostacoli sul suo percorso verso gli Oscar, squisitamente di natura statistica. Infatti, dalla primissima edizione dei SAG Awards (i riconoscimenti annuali del sindacato attori di Hollywood) che risale al 1995, non c’è stata alcuna edizione corrispondente degli Oscar in cui un’interprete femminile abbia ottenuto la statuetta come miglior attrice protagonista senza essere candidata dal sindacato influente. E a Fernanda Torres, mancano nomination importanti sia al SAG che al Bafta.

Vincere un Oscar attoriale senza queste due candidature fondamentali è stato più semplice nella storia della categoria delle attrici di supporto (ad esempio, Marcia Gay Harden vinse nel 2001 per Pollock senza essere stata precedentemente nominata ad alcun precursor importante; nel 2019 la stessa Regina King ottenne l’Oscar in supporting per Se la strada potesse parlare senza corrispettiva menzione dei SAG e dei Bafta). Se la protagonista di Io sono ancora qui dovesse quindi ottenere il tanto agognato premio dell’Academy, entrerebbe negli annali del premio più importante di Hollywood, battendo ogni statistica precedente. Che al momento, però, non la rende la favorita assoluta alla statuetta.





