A quattro anni di distanza dall’acclamato The Fabelmans, il pluripremiato regista Steven Spielberg torna dietro la macchina da presa nel genere cinematografico che lo ha reso celebre in tutto il mondo: la fantascienza. Con Disclosure Day, il cineasta statunitense sembra difatti quasi chiudere un cerchio narrativo con alcuni dei suoi capolavori del passato
Mentre si dispiega un’ enorme cospirazione governativa, un informatore (Josh O’Connor) fuggito dalle basi di un’organizzazione segreta, corre contro il tempo per mettere in atto l’evento straordinario che cambierà per sempre la storia umana: il giorno della rivelazione definitiva sugli alieni. A dargli inaspettatamente man forte, una conduttrice televisiva (Emily Blunt) del meteo che sembra aver sviluppato una connessione speciale con il mondo degli extraterrestri.

Da una sceneggiatura originale firmata dallo stesso Spielberg assieme al sodale David Koepp (con il regista premio Oscar aveva firmato gli script di Jurassic Park, Il mondo perduto, La guerra dei mondi e Indiana Jones 4), Disclosure Day è il ritorno agli alieni sul grande schermo per il celeberrimo autore. Un tema carissimo a Spielberg, che lo ha letteralmente rivoluzionato nella forma e nel contenuto cinematografico a partire dalla fine degli anni ’70, quando firmò la regia del capolavoro miliare Incontri ravvicinati del terzo tipo. Una fascinazione per la vita extraterrestre continuata nel 1982 con E.T., in seguito in A.I. Intelligenza Artificiale, nell’oscuro e pessimista La guerra dei mondi, e persino nel quarto, vituperato capitolo della saga adventure di Indiana Jones.

Benché incastonato all’interno del genere sci-fi, Disclosure Day è il consapevole traguardo artistico e di intenti che Steven Spielberg ha lavorato sodo per ottenere nell’ultima fase della sua carriera dietro la macchina da presa, inquadrata tra film di natura più squisitamente pop (non solo Indiana Jones, ma anche il ludico Ready Player One) e solide opere di impegno civile (Lincoln, Il ponte delle spie, The Post, su tutti). L’ultima fatica arriva così come ideale crocevia tra queste due necessità, a cavallo tra uno spy movie degno dei migliori film “paranoici” degli anni ’70, e la fantascienza pura e dura; non è difatti alieno considerare Disclosure Day come uno dei manifesti più programmatici del cinema di Spielberg.

Ed è tutto dire da uno dei registi più prolifici ed influenti di tutti i tempi, un cineasta che da sempre ha preferito cambiare pelle nella forma e nei contenuti, restando tuttavia ben saldo sui propri principi ed ossessioni artistiche. Il film in uscita a breve consolida ancora una volta l’autore come una delle maggiori voci del cinema americano moderno ed attuale, si attesta come nuovo classico nel genere sci-fi e regala allo spettatore un tesissimo action movie scaldato dal cuore di una grande Emily Blunt, qui alla sua prova recitativa più completa della sua pur versatile carriera.
Disclosure Day arriva nelle nostre sale a partire da mercoledì 10 giugno con Universal Pictures.
VOTO: 4/5






