A nove anni di distanza dal suo ultimo film, il regista premio Oscar Gore Verbinski torna dietro la macchina da presa con Good Luck, Have Fun, Don’t Die, che ne conferma il talento registico eccentrico e del tutto versatile nel saper controllare differenti generi cinematografici.
Il film inizia con un uomo proveniente dal futuro che arriva in una tavola calda di Los Angeles. Qui deve reclutare la precisa combinazione di clienti scontenti, che si uniranno a lui in una missione lunga una notte. Il gruppo è diretto a soli sei isolati di distanza dal diner e il loro scopo è quello di salvare il mondo dalla minaccia mortale di un’intelligenza artificiale impazzita. Seguiranno situazioni e conseguenze al limite dell’assurdo narrativo e della fantascienza più sfrenata ed immaginifica.

A nove anni dall’uscita del poco fortunato (e sottovalutato) La cura dal benessere, il regista statunitense Gore Verbinski torna alla regia con il folle ed imprevedibile Good Luck, Have Fun, Don’t Die, commedia sci-fi dai toni apocalittici con protagonista un camaleontico Sam Rockwell. Un lungometraggio che consapevolmente mescola ed omaggia alcuni capostipiti della post-fantascienza di ieri e di oggi; in particolar modo, Verbinski sembra voler scomodare (da una sceneggiatura originale curata da Matthew Robinson) echi da L’esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam fino al più recente Everything Everywhere All At Once.

Il risultato è una pellicola solo apparentemente derivativa, che sì omaggia e rubacchia qua e là idee e suggestioni, ma che tutto sommato si erge dignitosamente come inedito divertissement con un obiettivo nobile: raccontare una storia a cavallo tra commedia dell’assurdo e fantascienza contro le derive tutte attuali sui pericoli dell’intelligenza artificiale. Una minaccia, quella della IA, che pervade la società attuale e che schiavizza l’essere umano a mero esecutore sedentario e decerebrato di attività basiche, di fronte ad uno schermo luminoso; una prospettiva concreta e contemporanea che il film di Verbinski estremizza portandola alle conseguenze più parossistiche.
Nel film, oltre a Rockwell, anche Juno Temple, Haley Lu Richardson (nel ruolo più sfaccettato e riuscito), Zazie Beetz e Michael Peña. Presentato in anteprima europea alla 76° Berlinale, Good Luck, Have Fun, Don’t Die ha avuto la sua premiére italiana al Taormina Film Fest.
Good Luck, Have Fun, Don’t Die arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 25 giugno con Vertice 360.
VOTO: 3,5/5






