Hokum

Hokum, la recensione

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Dopo l’ottima accoglienza in terra statunitense, sbarca finalmente nelle nostre sale Hokum, nuovo lavoro cinematografico di stampo horror scritto e diretto da Damian McCarthy, e con protagonista Adam Scott.

Quando lo scrittore Ohm Bauman (Adam Scott) arriva in un remoto hotel nel cuore dell’Irlanda per spargere le ceneri dei suoi genitori – che proprio lì avevano trascorso la loro luna di miele – quello che dovrebbe essere un semplice viaggio di commiato si trasforma rapidamente in un
incubo. L’albergo custodisce un segreto che nessuno vuole nominare: al piano superiore, una stanza nuziale è chiusa da anni, e il personale – all’apparenza attento e professionale – sembra voler nascondere qualcosa. Cosa si cela dietro quella porta?

Adam Scott in una scena di Hokum – fonte: Neon

Tra traumi passati e presenze oscure, il malcapitato sarà costretto a fare i conti con verità che ha cercato di seppellire per tutta la vita e con ciò che quella stanza, dopo anni di silenzio, sembra finalmente pronta a rivelare. “Non è la strega il vero pericolo, ma ciò che risveglia”: questa l’affascinante tagline del nuovo horror scritto e diretto da Damian McCarthy, che torna a costruire un’ esperienza horror fondata sulla tensione psicologica, sull’atmosfera e sulla forza delle immagini, confermando il suo talento nel raccontare personaggi complessi immersi in universi profondamente perturbanti. Ohm, interpretato da Adam Scott, è un uomo fragile, irrisolto e costretto ad affrontare una notte che sembra sospesa fuori dal tempo, in un’atmosfera cinematografica che sembra volutamente rimandare alle leggendarie suggestioni dello Shining di Stephen King.

Un inquietante momento dal film Hokum – fonte: Neon

Mescolando quindi ossessioni e ispirazioni cinematografico-letterarie al folklore irlandese, il regista e sceneggiatore Damian McCarthy prosegue la sua disamina sul genere horror rimanendo fortemente legato alla sua terra d’origine, alle sue tradizioni, alla sua cultura e le sue leggende. Il risultato è un lungometraggio di grande semplicità narrativa, che ha come asso nella sua manica una solida gestione degli spazi del racconto e del loro valore narratologico; impossibile quindi non pensare a quanto, molto più che i suoi personaggi in carne ed ossa, il protagonista di Hokum sia a tutti gli effetti il sinistro hotel nel cuore della natura irlandese palcoscenico del destino di Ohm Bauman.

Hokum, a conti fatti, non rivoluziona di certo il genere horror, né vuole radicalizzarlo interamente, ma senza essere opera cinematografica folgorante ed unica, riesce tuttavia a portare sul grande schermo un’atmosfera angosciante e claustrofobica degna di essere vissuta sul grande schermo.

Hokum arriva nelle sale italiane a partire da mercoledì 5 agosto con la distribuzione di Lucky Red.

VOTO: 3/5


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